Lavorare meglio, senza lavorare di più: gestire le energie per riappropriarti del tuo tempo.
A proposito di propositi per il 2012, guardate qui che ho trovato sui blog di Harward Business Review; un post firmato da Tony Schwartz che ti migliorerà professionalmente.
Se migliorarti nell’organizzazione del tuo lavoro è il tuo focus per il 2012, non puoi perderti questo post prodigo di consigli per gestire la tua “busy agenda” nella maniera più efficace, evitandoti inutili stress e quella sensazione di sgomento che di sicuro avrai provato nella tua vita professionale, quando si è trattato di dover cercare di tenere insieme i pezzi a tutti i costi, anche quando sembrava che tutto intorno a te stesse crollando.
Ebbene, secondo il post di Schwartz , tutto parte da una scelta di fondo: imparare a dire “no”.
Questo permette di assegnare le priorità alle azioni imparando a distinguere tra ciò che è importante e ciò che è urgente.
Bisogna riconoscere che non ha tutti i torti chi denuncia l’overload di informazioni all’origine della mancanza di attenzione generata dalle continue chiamate, la lettura e la risposta alle mail e i meeting che si susseguono l’uno dopo l’altro.
A tutto questo si aggiunge l’uso ossessivo di tecnologia e social media – ne parla anche Gramellini in una frizzante rappresentazione degli usignoli (canzonatura dell’utilizzatore compulsivo di Twitter) – che finiscono per invadere la nostra esistenza dentro e fuori dalla rete, dentro e fuori dal lavoro trasformandola un tutt’uno da inferno.
Troppi stimoli forse inevitabili per chi svolge certe professioni, ma con pochi accorgimenti si possono limare gli eccessi e ristabilire il giusto equilibrio nella tua vita lavorativa. Ecco 4 consigli da mettere in pratica senza indugi:
1. Pianificare il proprio calendario tenendo presente la matrice di Convey che ti aiuta a distinguere ciò che è importante da ciò che è urgente.
Disciplinare i tempi del lavoro significa rendere automatiche certe mansioni.
“Building rituals” è fattore chiave per dare al lavoro dei riferimenti temporali precisi, questo aiuta a distribuire al meglio le energie.
Una delle consuetudini portate come esempio da Schwartz è rimanere “disconnessi” dopo cena e nei week-end
2. Prendersi almeno 15-20 minuti a fine giornata lavorativa per fare mente locale su ciò che è accaduto durante il giorno e decidere il da farsi per il giorno seguente con speciale focus sulle priorità
Mai perdere di vista gli obiettivi, poi potrai concederti qualche distrazione
3. Fare le cose più importanti nei primi 90 minuti della giornata lavorativa. Appena arrivati in ufficio, e-mail spenta, telefono silente, per chi non lavora in un open space, come il sottoscritto, porta chiusa. Assolti i compiti mattutini ci si può concedere un break per ricaricarsi.
4. Stabilire le pause nel corso della giornata, una al mattino, l’altra il pomeriggio e staccarsi la scrivania per il pranzo. Poche semplici azioni che aiutano a ricaricarsi e non “andare di matto” durante la giornata, quando la lucidità viene meno.
nota a margine dell’autore: caro lettore, prima di scrivere questo post ho iniziato a mettere in pratica alcuni dei consigli di cui sopra traendone iniziando a riscontrare indubbi benefici. Tieni presente che chi scrive ha un concetto organizzazione tutta sua.. Ma più dell’organizzazione, di cui sui parla nell’articolo di Schwartz, conta la disciplina.
È grazie a questa infatti che gestire al meglio le energie diviene possibile, così puoi dedicare maggior alle cose che ami. Non è affatto vero che la dedizione totale al lavoro porta buoni frutti, al contrario, ritengo che le buone idee nascano sempre facendo altro.
Per esperienza personale posso dirti che è proprio così: per questo ai 4 punti di cui sopra ne aggiungerei un quinto: ogni tanto, “prova a pensare ad altro”.
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gennaio 27, 2012 a 7:08 am
Reblogged this on i cittadini prima di tutto.