L’Olocausto è mai più

Per non dimenticare.

Ciò che scrivo và oltre il raggio territoriale di Salerno e Vi invito alla discussione su un argomento

su una ricorrenza importante.

Oggi ricorre l’anniversario della liberazione di Auschwitz, l’ho appreso stamattina dai giornalini metropolitani. Il 27 gennaio 1945 le forze “alleate” liberarono il lager dell’attuale Oswiecim, così mi sembra si chiami la città, scenario di tanto orrore.

Solo chi è stato lì fisicamente (vero DB, Procida, Fiorillo,Tedesco,D’Alessio??) può sentire, ancora oggi, quel senso di vuoto e di smarrimento. Ricordo ancora la “pelle d’oca” che avvertii in quell’estate del 1991, quando mi recai con il gruppo scout dell’Agesci di Pastena Salerno2.

Tanto per dare delle cifre e una proporzione dell’immane tragedia nel suo complesso: 11 milioni di persone furono uccise nei campi di sterminio e nelle persecuzioni naziste, 6 milioni erano ebrei. Le persecuzioni si estesero all’Europa durante la guerra con le procedure di sterminio, soprattutto dal ’43 AL ’45.

Se guardiamo indietro, quello che è successo in questi ultimi 60 anni, appare assurdo, eppure la storia dei campi di sterminio è stata dominata solo con la voce dei nazisti, con documenti e processi soprattutto. E nemmeno con i processi, vedi anche l’ultimo, tanto enfatizzato dai media, a Pribke, nemmeno in quello è emersa la verità di tanta barbarie. E non mi riferisco ai giudizi finali emessi.

La separazione da quel 27 gennaio non è stata rimarginata e mai lo sarà, ciononostante la giustizia non sembra aver fatto il suo corso, i morti gridano ancora vendetta, i sopravvissuti dal canto loro non hanno avuto voce, tranne rari casi come Primo Levi che ha scritto pagine memorabili, un solco all’enorme buco di memoria.

E come se non bastasse, ai ricordi, vengono incontro i nuovi, attuali, movimenti antisemiti sparsi tra l’Europa e che di tanto in tanto si tengono vivi e fanno parlare di se con qualche episodio che và anche oltre la “bravata” (il riferimento è al figlio di Carlo d’Inghilterra immortalato con la svastica sul braccio!?). Per finire ribadisco con una frase cara al buon cantautore Luciano Ligabue su cui penso siamo tutti d’accordo in merito all’olocausto: il suo nome è MAI PIU’.

Giulio Delle Serre

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