Referendum del 12 e 13 giugno: le mie ragioni

Molte le mail sul referendum parzialmente abrogativo della legge 40 del 2004 sulla procreazione medicalmente assistita, alcuni amici mi avevano chiesto un punto di vista ed eccolo qua:

Dopo aver letto via e-mail i vostri pareri, osservo come il problema di andare o non andare a votare è un falso problema, ovvero è un problema che risiede tutto nella testa (bacata) dei nostri politici.
Come si può, infatti, invitare a violare un diritto costituzionale ? Mi chiedo inoltre, non basterebbe soltanto un po’ di buon senso ? Lo stesso che ha mostrato Gianfranco Fini , ministro degli esteri e leader AN (non proprio uno di sinistra, anche se di questi tempi non ci metterei la mano sul fuoco, eh Rutelli ?) che si è schierato contro il non-voto.

Inutile pure contestare le posizioni della chiesa che difende i suoi dogmi, lì l’invito all’astensione “da ciò che non piace a Dio” può essere già più ammissibile.

Dico, infine, la mia sui quesiti referendari, premettendo le mie difficoltà nei confronti di un argomento oltremodo ostico tanto che non saprei dire quale potrà essere la sensibilità della gente a un argomento così complesso e “avanti” (non dimentichiamo che il livello culturale generale del nostro Paese non è poi così elevato):

PRIMO QUESITO
Per consentire nuove cure per malattie come l´Alzheimer, il Parkinson, le sclerosi, il diabete, le cardiopatie, i tumori (dico Sì)
SECONDO QUESITO
Per la tutela della salute della donna (dico Sì)
TERZO QUESITO
Per l´autodeterminazione e la salute della donna (dico Sì)
QUARTO QUESITO
Per la fecondazione eterologa (dico NO)

Il perchè di un NO

Votando Sì all’abrogazione di alcuni commi degli articoli 4, 9, 12, della legge 40 consentirei infine alla ‘fecondazione eterologa´.
Si tratta di un problema di coscienza, per questo voto NO (non per questo biasimo chi vota per il Si, soprattutto chi vive davvero il dramma della sterilità); immaginate cosa sarebbe una società in cui ognuno si sceglie il seme della persona che si ritiene più “idonea” alla procreazione: un’ipotesi suggestiva, pensata un po’ per scherzo, insieme all’amico PDB ci portava a Immaginare genitori che vogliono un figlio intelligente come… o fisicamente come…IMMAGINATE UN MARKETING DEL SEME.
Lo so, ora mi darete del malizioso o del visionario, tuttavia come andava affermando Andreotti “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca“.
Diciamo che voterò NO a questo quesito, non per sfiducia verso il genere umano, ma per diffidenza nei confronti degli uomini di marketing.

Vi saluto e v’invito a dire la vostra sul mio blog.

Tutti gli approfondimenti per chi va a votare (o per chi è soltanto curioso), sul sito del Ministero dell’Interno

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