Salernitana 1919: così veniamo scippati del nostro bene comune

Il giorno dopo la decisione del Consiglio di Stato, ho poca voglia di parlare, ma un pensiero vorrei condividerlo con voi comunque.
In questi mesi abbiamo più volte dibattuto di questa triste vicenda (che nulla ha a che fare con l’essenza del calcio che io amo) con l’accanimento dei tifosi veri e non dubito che tutti quanti in cuor nostro serbavamo qualcosa più di una speranza di rimanere in B.
Ciò che non doveva succedere invece è successo e il giorno dopo, il giorno nel quale la gloriosa Salernitana 1919 ufficialmente scompare, non riesco ancora a rendermi conto dell’accaduto.
Surreale davvero vedersi portar via così, “d’ufficio”, un bene comune, come se “d’ufficio”
all’improvviso ti portassero via l’aria che respiri.
Molti di voi ora mi diranno:-“macchè bene comune”, la Salernitana ha un padrone”.
Ok, chi può negarlo? Quest’è di fatto, la Salernitana ha un amministratore, ma un amministratore è un uomo,ha una coscienza e se ha una sensibilità (neanche troppo spiccata)dovrebbe anche accorgersi che il bene nelle sue mani è un bene particolare, che si regge sulle passioni della gente, è condivisione, unione, legame, senso di appartenenza. E’ un “bene comune” appunto.
Tenendo ben presente questa realtà, un amministratore – pur facendo i propri interessi come è giuso è normale che sia – non dovrebbe sbagliare, se pure lo facesse, molti capirebbero perchè è umano sbagliare.
Capirete allora perchè mi sono sinora scagliato contro Aliberti (e ora non mi va di dirvi cosa,secondo il mio punto di vista, realmente accade nel mondo del calcio, anche se credo di avere una chiave di lettura molto limpida in merito), non tanto perchè volessi mettere in discussione le sue doti imprenditoriali e le sue scelte amministrative e tecniche, ma in quanto persona che detiene un “bene comune” nei confronti del quale andava mostrato maggior tatto e una maggiore sensibilità.
Consentitemi quindi di esprimere il mio sommo rammarico per l’epilogo di questa triste vicenda che mette ancora drammaticamente a confronto sentimenti (se volete, valori, moralità, senso etico, senso civico) e interessi economici personali, con i primi che ancora una una volta si piegano ai secondi, ahimè, in perfetta linea con ciò che accade in tutti i campi dell’odierno vivere “civile”.
Il vostro triste the opinionmaker
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