Sud Italia: i più poveri d’Europa

Questa straordinaria foto fa da compendio
alla cruda analisi della giornalista Barbie Nadeau sul Meridione d’Italia apparsa su Newsweek (un giornale che conta) il mese scorso.

Un punto di vista interessante proprio perchè esterno e distaccato dalla realtà del nostro Paese, che offre un quadro oggettivo e talvolta impietoso della realtà meridionale.
Una lettura pragmatica, secca, spogliata di ogni indulgenza, ma colpisce proprio per questo.

Ecco dunque, in sintesi, cosa dice l’articolo. Checchè ne pensiate, all’estero ci vedono così.

Due studi non precisati (la fonte non viene citata nell’articolo) accerterebbero che, se fosse indipendente, il nostro Sud sarebbe “il più povero dei 25 stati membri della CE”, con numeri di tutto rispetto (si fa per dire), per quanto concerne il tasso di mortalità infantile (nel mezzogiorno quattro volte più alto di quello delle province del nord) e l’abbandono
scolastico (anche qui siamo primi in Europa).
La giornalista – riportando i dati dell’Istituto Scientifico per l’infanzia “Burlo Garofalo” Di Trieste – afferma quindi che
il 17% di bambini e adolescenti nel Sud Italia soffrirebbe di disturbi mentali, come depressione, tendenze suicide, problemi di anoressia.

Primati poco invidiabili, per un ritratto inquietante del nostro Meridione.
Così ci vede il Newsweek che salva solo le esportazioni di Puglia e Calabria (ripettivamente pasta e agrumi) e il turismo, settore trainante per la Campania (Napoli e la Costiera Amalfitana).

Si tratta di isolate realtà di eccellenza in una “landa desolata” e sempre più povera – come scrive la giornalista – dominata da mafia, lavoro nero, illegalità diffusa.

Per questo, se una volta il Mezzogiorno era la regione più debole d’Europa – conclude Barbie Nadeau -“it still is — only much more so” (oggi lo è ancor più).

(la traduzione e il sunto dell’articolo del Newsweek sono a cura del vostro the opinionmaker)

P.S.

Il giorno dopo aver scritto il post di cui sopra, scopro che all’estero vengono addirittura commercializzati dei cd con le canzoni della mala.

L’etichetta è italiana ma commercializza all’estero – “se le canzoni venissero edite in Italia sarebbero probabilmente censurate”, afferma Francesco Sbano, titolare dell’etichetta “Mazza Music” (il logo è un asso di bastoni !) – ed ha anche un bel sito internet, www.malavita.com

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