Ricordando Wilson Pickett


Stamane Nicolò mi ha detto: “sai, è morto Wilson Pickett“. Mio Dio che cattivo inizio ! Non vorresti mai se ne andasse uno che ti ha fatto star bene con la sua musica e quella di Pickett era proprio grande musica.

Ho sperato fortemente che il mio collega si fosse sbagliato, ma poi ho trovato un comunicato Associated Press il cui lead non lascia scampo:
“Wilson Pickett, the soul pioneer best known for the fiery hits “Mustang Sally” and “In The Midnight Hour,” died of a heart attack Thursday, according to his management company. He was 64.”
E già… non potremo mai fare a meno della tua musica.

Per non fare di questo post un semplice necrologio e visto che la musica comunque continua, vi rivelo l’album che ho più ascoltandato in quest’ultimo anno: “Sam Cooke at the Copa”.

Macchè Coldplay, quali Clap Your Hands And Day Yeah o Black Eyed Peas, di dischi nuovi ne ho comprati tanti, ma se voglio sognare metto su questo disco del ’64, sì avete capito bene, proprio del millenovecentosessantaquattro e sono a posto così.

Questo per dire quanto la grande musica rimanga, perchè è un sentimento tramandato ai posteri.

Questa è la ragione per cui non sarà possibile dimenticare grandi come Sam Cooke che cantava con il sorriso o come Wilson Pickett

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