Diario: costruire l’identità d’impresa

    Un mese in una start-up vale 3 mesi trascorsi in un’azienda già conosciuta.
    Tra le tante esperienze fatte in questi primi due mesi vissuti da responsabile pr e comunicazione nella mia nuova azienda, ce n’è una che non avrei mai pensato di fare nella mia carriera.
    Si tratta di un curioso esercizio: la traduzione inglese/italiano del nome delle divisioni della mia azienda.
    Sembra uno scherzo ma confesso di avere avuto quelche tentennamento allorquando il problema mi è stato posto dalla direzione centrale di comunicazione dell’azienda.
    Soprattutto non è stato semplice far capire ad un “management” proveniente da esperienze per lo più in aziende di matrice anglo-sassone che con un piccolo sforzo si poteva assegnare a tutte le nostre divisioni un nome italiano.
    Ho provato ad esercitarmi ed ecco qui il risultato:
    general management= direzione generale
    operations= divisione operativa
    administration & finance= amministrazione e finanza
    technology= tecnologia
    pr & communication= pr e comunicazione
    human resource= risorse umane
    call center= servizi alla clientela
    data entry= registrazione dati
    photographers= fotografia
    quality control= controllo di qualità
    cartographers= cartografia
    back office= supporto vendite
    sales= vendite
    Alla fine, tra qualche mugugno e tra le imprecazioni di chi resta dell’avviso che “operations” fa molto più figo di “divisione operativa” (ma quanto è più efficace del suo corrispettivo italiano?), ce l’ho fatta.
    Una piccola conquista, ma è da quieste piccole cose che si forma il senso di appartenenza ad un gruppo, a una realtà aziendale.
    Infondo il linguaggio è un elemento elemento primario di distinzione per cui, perchè omologarci?
    Piaccia o non piaccia ,questo è il nostro linguaggio. Un bambino apprende il linguaggio, i comportamenti dai propri genitori, questo avviene per certi versi anche in azienda.
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2 commenti su “Diario: costruire l’identità d’impresa”

  1. Ferdinando Says:

    Una scelta esemplare Vincenzo, che apprezzo e sposo in pieno. E’ vero siamo internazionali, multinazionali, ma abbiamo una identità tutta nostra, e la nostra lingua affonda le sue radici nella storia più antica: la vogliamo buttare via perchè “fa figo”?.

  2. zen Says:

    Grande vince’!


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