Il giornalismo web ostaggio delle keywords

    le “parole chiave” uccidono l’arte della titolazione.
    è il grido di allarme lanciato ieri dal Corriere della Sera nell’articolo “Quel titolo piace a Google” apparso ieri nella versione on-line del quotidiano.
    Colpa dei motori di ricerca, lettori veloci ma spesso “ottusi”.
    La cosa, comunque non vale solo per i motori di ricerca ma anche per altre tecnologie di internet come la posta elettronica.
    A me ad esempio, è capitato proprio in questi giorni di dover usare nell’oggetto della mail che verrà mandata ogni settimana agli iscritti della newsletter del nostro sito un titolo non superiore ai 41 caratteri, altrimenti coloro che hanno un account con msn rischierebbero di non leggere il titolo in esteso.
    Dunque dobbiamo rassegnarci ad un’informazione on-line appiattita sulle paroline magiche richieste dai motori di ricerca?
    Secondo Mauro Lupi, noto blogger nonchè CEO di Ad Maiora, azienda specializzata nei servizi di posizionamento sui motori di ricerca, un compromesso tra parole-chiave e un linguaggio più espressivo e brillante si può ancora trovare. Da leggere.
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