Una giornata allo IAB Forum

Weinberger allo IAB - Milano, 7 nov, 2007

Mercoledì mattina alla prima delle due giornate dello IAB Forum per assistere al convegno sulla pubblicità interattiva in Italia.

Molto interessante, come prevedibile, l’intervento di David Weinberger (qui il suo blog), uno dei padri di The Cluetrain Manifesto, sulle nuove strategie di marketing digitale.
Il suo intervento è riassumibile in pochi esaustivi passaggi:

I – onora la conversazione (sì, come un comandamento)

1)put us in charge;
2)let your info and customers go;
3)no dead ends;
4)give us everything;
5)be clear, transparent, honest;

un approccio umanistico al marketing che starà alle aziende raccogliere.

Molto interessante anche il successivo intervento di Jaap Favier, vice presidente di Forrester sul potere che le communy hanno nel diffondere i valori della brand attraverso l’esperienza della stessa.
Un rapporto, quello marca-consumatore che si rafforza attraverso la Rete e si ramifica, si evolve nella relazione tra consumatori.

Siamo sempre nel campo delle best practice di altri paesi. In Italia francamente il fenomeno stenta a decollare o si sa poco in termini di ampiezza dello stesso. Mi viene da dire che si sperimenta ancora troppo poco in questo campo dove peraltro i rischi di fallimento sono piuttosto elevati. Per esperienza personale, per esempio, credo che la blogosfera italiana sia molto più attratta da temi “filosofici” che consumeristici, per le brand community a mio giudizio (puramente esperienziale), meglio i forum.

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2 commenti su “Una giornata allo IAB Forum”

  1. pondga Says:

    “Per esperienza personale, per esempio, credo che la blogosfera italiana sia molto più attratta da temi “filosofici” che consumeristici, per le brand community a mio giudizio (puramente esperienziale), meglio i forum.

    Non solo non è attratta, ma c’è un fenomeno di rifiuto strisciante a parlare di qualsiasi cosa commerciale.
    ciao
    gluca


  2. Eh sì, se non cambierà l’approcico della base (più critico o in generale più consapevole) rispetto alle aziende, le stesse non potranno mai capire l’importanza del cambio di prospettiva suggerito da Weinberger.

    un saluto e grazie per il contributo
    vincenzo


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