2.0 evoluzione dell’impresa innovativa

A che punto è l’impresa 2.0 in italia, quante aziende hanno intrapreso quel percorso che prevede l’utilizzo degli strumenti del web 2.0 per comunicare al loro interno e/o con i propri clienti? Se ne è parlato nel corso del convegno 2.0: evoluzione per l’impresa innovativa organizzato da Siris Media a Palazzo Castiglioni (Milano) Alfredo Gatti, di Nextvalue a c6.tv parla dei dati emersi dall’ultima indagine sull’enterprise 2.0, che evidenziano un certo interesse da parte delle aziende a sperimentare nuove strade nel loro modo di comunicare, una situazione non dissimile da quella di altri paesi europei

Tra gli spunti che ho trovato più interessanti, quello di Paolo Spada, Amministratore Delegato Siris Media Factory, che ha definito il web 2.0 non è solo uno strumento, ma anche un comportamento. Come tale pertanto andrebbe appreso per diventare un vero e proprio approccio al lavoro, un working style 2.0 Quanto poi al comportamento dei consumatori sul Web, Spada individua 4 motivi per cui gli utenti sono interessati a parlare di un’azienda:
– perché la amano: in questi casi, bisogna entrare in contatto con loro
– perché la odiano: in questi casi dialogare, senza essere aggressivi può essere un approccio valido – perché stanno cercando informazioni sulla stessa: in questo caso è bene fornire delle risposte
– perché nessuno ne parla: allora bisognerà fornire motivi di conversazione.

Storie di successo:
Facebook è il social network del momento con i suoi 175 milioni di iscritti nel mondo ed è anche una grande opportunità per le aziende e i personaggi pubblici: il gruppo Nutella ha 3 milioni di fan; il gruppo Obama ne ha 6 milioni.

Alcuni esempi di blog di successo: 
–  studioillegale: un avvocato, amareggiato dal lavoro, lascia lo studio e apre un blog in cui scrive esperienze e delusioni legate al proprio lavoro;
 – thehuffingtonpost: il diario di arianna huffington che in breve tempo è divenuto un magazine con milioni di iscritti.

Altri casi con gli utenti protagonisti:
my football club: 32 mila soci, 35 sterline a testa per acquistare una squadra di calcio uk. i soci collaborano per decidere le formazioni, danno opinioni su calciatori e allenatore ecc.
my starbucks idea: della celebre catena di caffetterie che ha recentemente lanciato un’area del sito per invogliare gli utenti a “modellare il futuro di Starbucks”, chiedendo loro opinioni e idee su prodotti/servizi offerti e che vorrebbero vedere realizzati. Qualcosa di simile in Italia è stata fatta dal Mulino Bianco.
– the best job in the world: singolare concorso per lavorare come guardiano presso l’isola Hamilton.

Tommaso Valle, Managing Director Burson and Marsteller ha parlato di reputazione menzionando 2 storie come quella di Target, azienda statunitense di abbigliamento messa sotto accusa per la sua campagna pubblicitaria definita sessista da una blogger.

La risposta dell’ufficio stampa dell’azienda è stata: “Target non rilascia informazioni a media non tradizionali (…)”
Risultato: la polemica si è allargata in rete fino a contare 7 mila post pubblicati contro Target e il fatto è stato ripreso anche da un articolo del New York Times.

La reputazione in rete è fatta anche e soprattutto di sedimentazioni: singole e molteplici tracce che rimangono, perché sul web nulla perde di visibilità.

In Italia, emblematico il caso Carrefour, in cui Black Cat, blogger e mamma racconta cosa è successo al figlio autistico in un centro Carrefour ottenendo 1000 risposte indignate della gente in appena 24 ore. Nei 2-3 giorni successivi, il fatto è stato ripreso anche da altri blogger, tra cui diversi giornalisti e dal web finisce sui media “tradizionali”(stampa e TG). Ancora oggi, cercando la parola Carrefour su Google, la vicenda appare tra i risultati della prima pagina.

Qual è la ricetta per non incorrere in un cattivo buzz nella Rete? Burson consiglia:
– ascolto e analisi: valutare la presenza della nostra azienda sul web e la sua reputazione.
– distribuzione e partecipazione: distribuire contenuti, ad esempio con oursocialmedia.it, il social media release che diventa post e contiene contributi audio-video (podcast, foto, filmati) veicolabili su qualsiasi dispositivo digitale. Partecipare alla grande conversazione del Web per costruire relazioni di fiducia con gli utenti.

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One Comment su “2.0 evoluzione dell’impresa innovativa”


  1. Gli esempi di questi blog di successo indicano una cosa ormai nota a chi blogga: I lettori sono attratti da storie di ordinaria quotidianetà.

    Le aziende devono comprendere che il Web è un eccellente strumento per “umanizzarsi” e avvicinare il lettore/cliente.

    Alessandro


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