Fattore Internet: le imprese italiane che innovano, crescono.

Secondo una indagine Boston Consulting Group (BCG), commissionata da Google, Internet gioca un ruolo fondamentale per l’economia italiana.

Nel 2010, sempre stando all’indagine BCG, Internet avrebbe contribuito al PIL italiano con 31,5 miliardi di euro, pari al 2%.

Fattore Internet (scarica lo studio in PDF), così si intitola il rapporto, analizza le trasformazioni dell’economia del nostro Paese proponendo alcuni interessanti casi di successo che dimostrano come le PMI Attive Online crescono di più e più rapidamente, sono più produttive, raggiungono una clientela internazionale e assumono di più.

Internet comunque è già “fattore” chiave per competere sui mercati globali in particolare per settori come l’industria alimentare, la moda e il turismo. Quest’ultimo è il settore più rilevante per l’e-commerce italiano (3,4 mld. di euro di fatturato).

Perchè Internet fa volare le imprese?

Le aziende individuano nel miglioramento del targeting, nella collaborazione (interazione con i consumatori) e nella semplificazione dei mezzi di pagamento i principali vantaggi derivanti dall’uso della Rete.

Ma perchè il nostro Paese non vola?

Secondo lo studio siamo ancora carenti dal punto di vista infrastrutturale (Enablement), ma anche dal punto di vista culturale (Expediture; Engagement).

L’Italia figura soltanto al 21esimo dei Paesi OCSE per penetrazione della banda larga.

L’e-commerce è ancora poco diffuso e, nonostante la crescita degli investimenti pubblicitari sul Web (+15% nel 2010), siamo al penultimo posto per utilizzo del Web come “vetrina pubblicitaria”.

La propensione al Web degli italiani è molto forte solo in alcune regioni – in particolare nel Nord Italia -, più debole al Sud (a eccezione della Sardegna).  Il risultato è un Paese a due velocità.

Il drive degli smartphone (15 milioni in Italia) è la strada maestra dello sviluppo.

Sull’onda del mobile ci si attende un salto generazionale grazie alla tecnologia in movimento: smartphone, tablet,GPS e altro ancora.
Un’offerta di servizi più online più trasparente, qualificata e sicura, di pari passo con l’educazione dei consumatori saranno il fondamento di una crescita  stimata tra il 13% e il 18% tra il 2009 e il 2015, quando l’Internet economy italiana costituirà il 3,3-4,3% del PIL.

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