Archive for the ‘comunicazione’ category

Con CRIF siamo tutti credit manager. (gioca online)

maggio 20, 2013

ImmagineCRIF Credit Game è l’iniziativa di comunicazione dell’azienda specializzata nello sviluppo e nella gestione di sistemi di informazioni creditizie, pensata per coinvolgere e sensibilizzare i risparmiatori sulla tematica di stringente attualità dell’accesso al credito (sempre più spesso negato).

Questa volta saranno gli utenti a mettersi nei panni del credit manager di una banca e decideranno, sulla base delle informazioni messe a loro disposizione (età, stato civile, professione, numero di membri della famiglia, reddito personale, reddito familiare, proprietà e situazione debitoria del cliente), se concedere o meno credito ai clienti che entrano in filiale.

Una convincente declinazione in chiave  “gamification” del messaggio di comunicazione formulato dal gruppo bolognese con la finalità, da un lato di educare al credito e al controllo dei debiti, dall’altro veicolare i valori del marchio, perchè un pizzico di autoconsapevolezza finanziaria non fa mai male.

Unica pecca, mancano i bottoni per la condivisione del risultato della sessione sui principali Social. Per il resto, buona la prima!

Rock’n’Roll Curation

settembre 5, 2012

Rock'n'Roll Curation

Sulla Content Curation non c’è neanche una voce su Wikipedia allora provo a spiegarla attraverso la storia del Rock. Ognuno pende da qualcuno, come ci insegnano ad esempio i grandi creativi della scena musicale, ma è dalla fusione degli elementi che nasce qualcosa di inedito, di originale: è il “marchio di fabbrica”.

In un mondo della comunicazione sempre più orientato ai contenuti ecco che il concetto di curation diviene sempre più centrale anche per i brand.

Per approfondimenti sul marketing dei contenuti consulta i miei vecchi post qui e qui.

Leggi anche l’ottimo post sull’esplosione del content marketing via infografiche.com

 

Steve Jobs vs. Bill Gates: chi vince il confronto?

novembre 15, 2011

Steve è morto, viva Steve. Molti sostengono che il boss della Apple avesse in realtà una personalità molto controversa e irascibile, alcuni lo dipingono addirittura come un despota  – sebbene illuminato –  nei confronti di collaboratori e dipendenti.

Invece, tutti a considerare un santo Steve e un diavolo Gates.

Steve Jobs vs. Bill Gates

Potere della comunicazione che è arte dell’illusione, un’arte che Jobs maneggiava molto bene aggiungendovi un ingrediente raro:  il carisma personale. No, non è solo il celebre discorso di Stanford
, c’è molto altro dietro l’immagine oramai leggendaria di Jobs.

Il magnetismo di Jobs ha davvero qualcosa di diabolico. E il diabolico attrae ben più del bene, anche se Dio nell’antico testamento appare proprio come un despota, un tiranno, la cui autorità è spesso fondata sulla coercizione. Steve, a ben vedere,  si colloca proprio a cavallo tra le due dimensioni finendo per essere straordinariamente più interessante del suo eterno concorrente.

Mentre leggi, ascolta Simpathy for the devil


L’importanza dell’ascolto per comunicare: Il caso Tiger Woods (EA Sports)

ottobre 31, 2011

Il caso è un po’ datato, ma non so quanti lo abbiano riportato nella blogosfera italiana. Comunque l’esempio in questione è da manuale e dimostra che quando c’è l’ascolto anche le critiche più dure, dei blogger/users/adopters più influenti, perdono l’effetto devastante che potrebbero generare e si convertono in buzz positivo (se la marca reagisce con tempestività e intelligenza).

Basti guardare a come la EA Sports ha “ribaltato” a proprio favore le critiche rivoltele da un utente su You Tube. Nel video, dal titolo sarcastico “walking on water” si mostra un piccolo errore di visualizzazzione (glitch) in una delle schermate del gioco Tiger Woods PGA TOUR 08.

Già, un piccolo errore, ma tanto basta per scatenare le reazioni, talvolte piccate, della community per l’accostamento (involontario) di Tiger Woods a Jesù.

La risposta di EA Sports.

In questo caso (raro per la verità), le critiche sono state affrontate dall’azienda senza alcun risentimento, anzi,  come uno stimolo a fare meglio. Lo spot  diviene quasi uno sforzo di co-creazione. La comunicazione risulta migliorata. La reputazione è salva. EA Sports ha accettato la sfida della Rete. E l’ha vinta.

Una simpatica parodia dell’episodio dal forum http://www.fark.com

Bigger than Jesus

Wow, che brand!

ottobre 20, 2011

Rispondere alle aspettative del cliente è un concetto trito e ritrito nella letteratura aziendale, ma andare oltre è cosa del tutto nuova. Me ne parlava un collega, di ritorno da un viaggio di lavoro nagli Stati Uniti, e l’argomento mi ha entusiasmato.

Trovo che impressionare positivamente il destinatario di un servizo tanto da indurlo a parlare bene del marchio nel word of mouth, sia una tecnica di comunicazione molto evoluta. Ma questo obiettivo si consegue necessariamente passando attraverso il duro lavoro quotidiano.

Si chiama WOW effect, e trova forse la sua espressione più altisonante in Zappos, l’e-commerce specializzato nella vendita di scarpe.

L’attenzione al cliente (customer satisfaction), per chi fa vendite online, è la qualità maggiore. Gli americani ne fanno un’ossessione, e a ragione.

E’ un approccio al lavoro totalmente nuovo, che ha a che vedere con la responsabilità del dipendente. Zappos ne ha fatto un principio fondante della propria cultura aziendale e per questa via dovrebbero passare tutte le organizzazioni; perché la crisi sta insegnando che produrre e vendere non basta,  la prima cosa da trasmettere e diffondere è la fiducia.

Think with Google 2011.

marzo 28, 2011

Giovedì scorso il vostro scribacchino è stato invitato a “Think with Google 2011”, dove Stefano Maruzzi, country director di Google Italy ha presentato a una platea di marketers e svuluppatori, strategie, tecnologie e nuovi prodotti dell’azienda americana.

Una gustosa anteprima per ribadire che il lievito naturale dell’azienda di Mountain View è la continua tensione all’innovazione, in grado di avviare la fermentazione di idee e progetti che prendono forma e vanno in tutte le directions, ma poggiano su una matrice unica: Power of data/connectivity/ cloud computing

L’overview proposta da Maruzzi (per veri geek) è anticipatrice di grandi novità: in primo luogo Google TV , per ora presente solo negli USA, potrebbe rappresentare il vero business del futuro, tanto che lo stesso Maruzzi si sbilancia con un eloquente: “Sempre più aziende spostano budget dallaTV a Youtube”.

Il nuovo browser con riconoscimento vocale (più che sexy, un po’ nerd)

Dynamic ads mov tecnologia Google a servizio degli advertiser per veicolare informazioni pertinenti “on the fly”.

La  nuova frontiera dell’advertising, vicino al concetto di scalabilità, che incrocia gli interessi degli users con la loro localizzazione. Killer davvero!

Le API di Google, strumenti per sviluppatori, con i quali è possibile sviluppare strumenti utili come NYT Taxi Map o sviluppare un canale video aziendale come questo, praticamente  quasi a costo zero.

Beyond the line. Google ci porta dove l’innovazione tecnologica rivoluziona radicalmente il modo di comunicare e rende labile il confine convenzionale di comunicazione above e below the line. Un concetto che ben si sposa con la flessibilità del web e alla sua capacità di rispondere all’esigenza di ottimizzare efficacia e efficienza della comunicazione aziendale verso svariati pubblici di riferimento.

E con il wireless le possibilità di informare, promuovere, vendere il proprio prodotto si ampliano notevolmente. Molto presto, trovandovi a passare per Piazza S.Babila, il Mc Donalds più vicino potrebbe invitarvi a pranzo a un prezzo particolarmente vantaggioso, semplicemente inviandovi uno dei suoi coupon con le offerte direttamente sullo smartphone.