Tweets pronti per il click.

Pubblicato febbraio 17, 2012 di Vincenzo De Tommaso
Categorie: marketing, social networking

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L’ascesa inarrestabile di Twitter, con oltre 300 milioni di utenti nel 2011, ha reso quello che definirei un “broadcast medium” uno dei social network più utilizzati al mondo.

Immediato nell’utilizzo, tutto ciò che bisogna fare è cercare notizie, verificarle, condividerle trovando col tempo una modalità espressiva personale, senza rinunciare a proporre i propri #puntidivista.

Come anticipavo però Twitter è sempre più un “information network” – come viene definito dagli stessi responsabili del servizio -, oltre che uno straordinario strumento di personal branding. I media, i giornalisti e gli opinion leaders lo utilizzano come generatore di visite per i propri contenuti, pertanto è opportuno soffermarsi su questa caratteristica della piattaforma di nanopublishing riassumedo in 8 semplici mosse come fare per renderlo più performante e aumentare il numero di clicks.

Questa infografica realizzata da Hubspot spiega quanto, come e quando twittare:

1. scrivi tweets tra i 120 e i 130 caratteri
2. i link con il miglior CTR sono quelli posizionati nel primo quarto della stringa da 140 caratteri
3. massimo 3 links l’ora: il ctr decresce quanto più frequenti diventano i tweets
4. i tweets che contengono i termini “via”, “RT”, “@” o parole che invitano alla partecipazione catturano maggiormente l’interesse degli utenti
5. sperimenta il sistema paper.li twittando: “daily is out”
6. verbi e avverbi funzionano meglio di nomi e aggettivi e tendono ad aumentare il CTR
7. i giorni migliori per i tweets vanno dal giovedì alla domenica
8. i tweets postati nel pomeriggio di solito hanno una percentiale di click through più alta.

Sul tema dell’autorità rimando a 5 Scientifically Proven Ways to Get More Followers on Social Media, mentre quest’altra spiega il metodo per ottenere più ReTweets.

Content is king!

Pubblicato febbraio 10, 2012 di Vincenzo De Tommaso
Categorie: contents, marketing

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Google Ranking=Link Building?. Era vero due anni fa, poi la svolta dell’azienda di Mountain View verso i contenuti social ha cambiato le prospettive e ora dal link building si va verso il maketing dei contenuti.
dai link al contenuto

 

 

 

 

 

Marco Ziero di Moca Interactive aveva anticipato lo “shift” in una chiacchiarata che avevo riportato qui. In cosa consiste  questa evoluzione, gli avevo chiesto. Ci aveva risposto: “non solo porre più attenzione a ciò che sta fuori dal sito web, ma spostare il focus sull’utente e sulle sue interazioni con il sito web stesso, nonché con gli spazi online che il brand occupa in altri ecosistemi (i social network)”.

La sintesi di tutto ciò è tutta nella frase di Ryan Nicodemus and Joshua Fields di The Minimalists: “Spend 85% of our time creating the best content possible, and 15% of the time pursuing links”.

via http://pointblankseo.com/link-building-content-marketing

Avevamo visto giusto: verso il marketing dei contenuti eravamo arrivati primi 🙂

Pinterest, che numeri!

Pubblicato febbraio 7, 2012 di Vincenzo De Tommaso
Categorie: immobiliare, social networking, tendenze

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Non so se Pinterest sarà il social media del 2012, come molti prevedono. Certo, a giudicare le statistiche Alexa, fonte “libera” d’informazioni statistiche sui siti web, la crescita è vertiginosa.

Stando ai dati, la bacheca fotografica basata sulla condivisione, registra già un ottimo ranking di traffico a livello nazionale (posizione 108), tanto che l’Italia figura nella top 10 dei Paesi dove la start-up ha maggiore penetrazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Già si intravedono ottime potenzialità di questo strumento in chiave aziendale: per imprese come la mia, particolarmente attente alla qualità del contenuto visivo degli annunci, non mancano gli esempi di “interesting pinboards” nel settore immobiliare.

realtor.com

rigtmove.co.uk

Apartment Therapy
In quest’ultimo caso si tratta di una miniera di idee per il design di interni.

Cos’è Pinterest? Un’infografica spiega cos’è, la sua ascesa e la sua efficacia come fonte di traffico.

L'ascesa di Pinterest - Infografica

Lavorare meglio, senza lavorare di più: gestire le energie per riappropriarti del tuo tempo.

Pubblicato gennaio 26, 2012 di Vincenzo De Tommaso
Categorie: lifestyle

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A proposito di propositi per il 2012, guardate qui che ho trovato sui blog di Harward Business Review; un post firmato da Tony Schwartz che ti migliorerà professionalmente.

Se migliorarti nell’organizzazione del tuo lavoro è il tuo focus per il 2012, non puoi perderti questo post prodigo di consigli per gestire la tua “busy agenda” nella maniera più efficace, evitandoti inutili stress e quella sensazione di sgomento che di sicuro avrai provato nella tua vita professionale, quando si è trattato di dover cercare di tenere insieme i pezzi a tutti i costi, anche quando sembrava che tutto intorno a te stesse crollando.
Ebbene, secondo il post di Schwartz , tutto parte da una scelta di fondo: imparare a dire “no”.

Questo permette di assegnare le priorità alle azioni imparando a distinguere tra ciò che è importante e ciò che è urgente.

Bisogna riconoscere che non ha tutti i torti chi denuncia l’overload di informazioni all’origine della mancanza di attenzione generata dalle continue chiamate, la lettura e la risposta alle mail e i meeting che si susseguono l’uno dopo l’altro.

@deadmanwriting

dal twitter di Michele Sarzana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A tutto questo si aggiunge l’uso ossessivo di tecnologia e social media  – ne parla anche Gramellini in una frizzante rappresentazione degli usignoli (canzonatura dell’utilizzatore compulsivo di Twitter) – che finiscono per invadere la nostra esistenza dentro e fuori dalla rete, dentro e fuori dal lavoro trasformandola un tutt’uno da inferno.

Troppi stimoli forse inevitabili per chi svolge certe professioni, ma con pochi accorgimenti si possono limare gli eccessi e ristabilire il giusto equilibrio nella tua vita lavorativa. Ecco 4 consigli da mettere in pratica senza indugi:

1.    Pianificare il proprio calendario tenendo presente la matrice di Convey che ti aiuta a distinguere ciò che è importante da ciò che è urgente.

Disciplinare i tempi del lavoro significa rendere automatiche certe mansioni.
“Building rituals” è fattore chiave per dare al lavoro dei riferimenti temporali precisi, questo aiuta a distribuire al meglio le energie.
Una delle consuetudini portate come esempio da Schwartz è rimanere “disconnessi” dopo cena e nei week-end

2.    Prendersi almeno 15-20 minuti a fine giornata lavorativa per fare mente locale su ciò che è accaduto durante il giorno e decidere il da farsi per il giorno seguente con speciale focus sulle priorità
Mai perdere di vista gli obiettivi, poi potrai concederti qualche distrazione 😉

3.    Fare le cose più importanti nei primi 90 minuti della giornata lavorativa. Appena arrivati in ufficio, e-mail spenta, telefono silente, per chi non lavora in un open space, come il sottoscritto, porta chiusa. Assolti i compiti mattutini ci si può concedere un break per ricaricarsi.

4.    Stabilire le pause nel corso della giornata, una al mattino, l’altra il pomeriggio e staccarsi la scrivania per il pranzo. Poche semplici azioni che aiutano  a ricaricarsi e non “andare di matto”  durante la giornata, quando la lucidità viene meno.

nota a margine dell’autore: caro lettore, prima di scrivere questo post ho iniziato a mettere in pratica alcuni dei consigli di cui sopra traendone iniziando a riscontrare indubbi benefici. Tieni presente che chi scrive ha un concetto organizzazione tutta sua.. Ma più dell’organizzazione, di cui sui parla nell’articolo di Schwartz, conta la disciplina.
È grazie a questa infatti che gestire al meglio le energie diviene possibile, così puoi dedicare maggior alle cose che ami. Non è affatto vero che la dedizione totale al lavoro porta buoni frutti, al contrario, ritengo che le buone idee nascano sempre facendo altro.

Per esperienza personale posso dirti che è proprio così: per questo ai 4 punti di cui sopra ne aggiungerei un quinto: ogni tanto, “prova a pensare ad altro”.

Facebook Risiko 2012

Pubblicato gennaio 4, 2012 di Vincenzo De Tommaso
Categorie: new trends, social networking, supplemento mangia bevi e dormi di Nòva Mob

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Inauguriamo il 2012 con questa infografica che mostra la segmentazione dell’utenza  Facebook nei 15 Paesi di massima diffusione.

Diffusione e segmentazione del target

 

Il 61% delle imprese worldwide farà social media marketing nel 2012.

Pubblicato dicembre 14, 2011 di Vincenzo De Tommaso
Categorie: new trends, studi

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Le aziende punteranno di più sulla comunicazione attraverso i social media
nel corso del 2012. I social media stanno diventando una parte importante del business in tutto il mondo, e le aziende stanno progettando di aumentare l’uso di esso nei prossimi mesi.

Lo rileva Grant Thornton LLP nel recente “Rapporto Business International”
che tiene conto delle intenzioni dei dirigenti di tutto il mondo circa l’uso e dei social media in chiave marketing.

Emerge che le società latino-americane sono quelle più intenzionate ad aumentarne l’utilizzo, seguite dalle imprese del Sudest Asiatico, mentre, a livello comparativo, solo il 35% delle imprese dei paesi della vecchia Europa attualmente utilizzano i social media, anche se il 66% del campione prevede di incrementarne l’uso.

I mercati emergenti, dove la crescita economica si accompagna con la diffusione delle connessioni Internet, risultano anche i più effervescenti sul fronte social media, come testimonia la crescita dell’America Latina e dei paesi BRIC, Brasile, Russia, India e Cina.

Immagine
Interagire con i propri utenti è solo una delle modalità di utilizzo dei social media in tutto il mondo. Nel complesso, il 53% degli intervistati ha usato i social media per la pubblicità, il 51% per comunicare con i clienti e il 43% per il recruiting.

Fin qui i numeri. Per saperne di più su come la pensano gli executives che hanno preso parte alla survey, scarica l’analisi completa qui (Social Media and it’s associated risks .PDF

Sempre a proposito di social media, nel 2011 è andata così: “lo sapevi ?”. PEr saperne di più su cosa pensano

Segreti e idee per un corporate blog di successo.

Pubblicato dicembre 13, 2011 di Vincenzo De Tommaso
Categorie: blog, business and blog, giornalismi, marketing

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La creazione di un corporate blog è una grossa opportunità professionale per PR, giornalisti ed esperti di settore. L’obiettivo aziendale può essere differente a seconda dei casi, ma di solito prevale l’ambizione di diventare esperti nel proprio campo.

A conti fatti, le esperienze di corporate blogging, sono state tutto sommato poche nel nostro Paese (aggregate qui), eppure le opportunità per le aziende che ci credono sono possono essere molte, a partire dal costruire una solida reputazione di marca o aiutare l’impresa nel perseguimento di molti altri obiettivi aziendali: awareness, nuovi clienti, vendite, seo, engagement, etc…

Creare Valore

Tuttavia a molte imprese non è ancora chiaro cosa fa di un blog, un blog di successo. Nella mia attività di consulente e blogger ho avuto modo di analizzare alcune esperienze di corporate blogging, da ognuna ho cercato di apprendere qualcosa ed ho cercato di teorizzare attingendo dalla palestra di idee di Guy Kawasaki: un blog per funzionare deve essere “insightful”, altro rispetto a un sito di news. Che significa? Quasi tutti i blogger del pianeta non generano contenuti, ma si limitano rilanciare, commentare, tradurre, rielaborare il digest giornaliero. L’ importante è risalire direttamente alle fonti originali, verificarle, selezionarle, ordinarle nel proprio feed reader. Suggerisco di utilizzare Delicious, i favourites di Twitter o Evernote per il Web clipping.

Conosci il tuo target? Quasi mai un blog è per tutti: devi essere la bussola per chi ti segue, offrire studi e analisi di mercato originali (per esempio sul tema “hot” del mese) consigliare: “How to” , “Do & Don’t”, Tips ( ad esempio: 7 cose da fare per vendere casa prima), in poche parole informare, orientare, assistere . L’elemento di originalità e importante: 2-3 rubriche fisse garantiscono la periodicità dell’aggiornamento e aiutano a fidelizzare il lettore. La periodicità è importante, in quanto elimina l’ansia da foglio bianco.

Facciamo qualche esempio con alcune idee per un blog immobiliare. Ecco alcune idee per le rubriche (mi sono divertito a buttarne giù alcune).

  • “Conosci il tuo quartiere” (cronaca)
  • “La casa dello sportivo” (lifestyle)
  • IMHO: il mercato visto da… (gli esperti immobiliari)
  • In e Out (i fatti della settimana a contrasto)
  • Juice: il condensato dei fatti immobiliari della settimana (dalla rassegna stampa)
  • Red hot: notizie dal cuore dell’azienda

Il tutto con un tono di voce colloquiale, aperti al dialogo, pronti a commentare. Questi primi appunti, che potrebbero già costituire un’ossatura di piano editoriale.

Per questo post ho preso spunti da qui e da qui.