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Rock’n’Roll Curation

settembre 5, 2012

Rock'n'Roll Curation

Sulla Content Curation non c’è neanche una voce su Wikipedia allora provo a spiegarla attraverso la storia del Rock. Ognuno pende da qualcuno, come ci insegnano ad esempio i grandi creativi della scena musicale, ma è dalla fusione degli elementi che nasce qualcosa di inedito, di originale: è il “marchio di fabbrica”.

In un mondo della comunicazione sempre più orientato ai contenuti ecco che il concetto di curation diviene sempre più centrale anche per i brand.

Per approfondimenti sul marketing dei contenuti consulta i miei vecchi post qui e qui.

Leggi anche l’ottimo post sull’esplosione del content marketing via infografiche.com

 

Content is king!

febbraio 10, 2012

Google Ranking=Link Building?. Era vero due anni fa, poi la svolta dell’azienda di Mountain View verso i contenuti social ha cambiato le prospettive e ora dal link building si va verso il maketing dei contenuti.
dai link al contenuto

 

 

 

 

 

Marco Ziero di Moca Interactive aveva anticipato lo “shift” in una chiacchiarata che avevo riportato qui. In cosa consiste  questa evoluzione, gli avevo chiesto. Ci aveva risposto: “non solo porre più attenzione a ciò che sta fuori dal sito web, ma spostare il focus sull’utente e sulle sue interazioni con il sito web stesso, nonché con gli spazi online che il brand occupa in altri ecosistemi (i social network)”.

La sintesi di tutto ciò è tutta nella frase di Ryan Nicodemus and Joshua Fields di The Minimalists: “Spend 85% of our time creating the best content possible, and 15% of the time pursuing links”.

via http://pointblankseo.com/link-building-content-marketing

Avevamo visto giusto: verso il marketing dei contenuti eravamo arrivati primi 🙂

La strategia dei contenuti (di portali immobiliari e di altro)

settembre 16, 2009

Dalla nostra attività di partecipazione nelle community immobiliari stiamo tenendo d’occhio la discussione “guida quali portali immobiliari scegliere e perché” di immobilio.it, che muove dalla disamina dei portali immobiliari valutandone caratteristiche, vantaggi e svantaggi.

Un dibattito stimolante dal quale ho tratto molti spunti per il marketing e le vendite di idealista.it
Perchè? Per almeno 3 motivi (mie considerazioni):

  • aiuta a fissare i paletti della nostra attività di comunicazione e marketing (traffico-branding, nel dubbio cosa fare?)
  • aiuta a definire meglio il concetto spesso “vago” di contatto di qualità
  • aiuta a sfatare alcuni luoghi comuni per cui
          – non è vero che il portale che ci porta più telefonate è quello che ci fa vendere di più
          – non è vero che il portalino che ci procura 0 appuntamenti bisogna faglio perchè “è    meglio esserci, non si sa mai” (in pratica ai clienti bisogna dire che è inutile  disperdere risorse in siti e portali inutili)
          – è vero, inoltre, che bisogna guardare il portale che col numero minimo di telefonate ci   porta il più grande numero di appuntamenti. La valutazione di un buon portale si basa su  quello.

Tutte argomentazioni per superare brillantemente le obiezioni sulla vendita.

Tutte ragioni che mi spingono a delle riflessioni generali sulla comunicazione e il web marketing valide per tutte quelle società che perseguono l’obiettivo di migliorare i loro risultati di marketing.

Come ottenere un buon posizionamento.

1) buon posizionamento in google ranking=link building con siti, directory, blogs, social networks che abbiano una certa attinenza con i contenuti del sito (indicizzazione della pagina e posizionamento organico)

2) reputation (dare materiale interessante ai blogger per far parlare di noi e del nostro servizio).
Non solo far parlare bene di se: guadagnarsi la fiducia degli utenti utilizzando, ad esempio Twitter per istruire un utente in difficoltà con il servizio che offriamo, consigliarlo, ricevere feedback. In una parola, engagement

3) digital pr (facebook e strumenti come youtube e twitter) e direct mailing (clienti, privati) generare passaparola

 I punti 1 e 2 e 3 sono a carico della comunicazione.

Come ottenere una buona visibilità.

4) fare integrazioni con siti aventi un canale casa, con contenuti redazionali validi è una ottima cosa a mio avviso (avranno un target di gente interessata a investire nella casa, a informarsi sulla stessa, etc.. etc..)

5) google ads per il traffico targettizzato (beh, non devo neanche dirlo)

i punti 4 e 5 sono tipicamente a carico di chi si occupa di web marketing

Altre considerazioni: il branding con gli ad sense è un mezzo branding e porta traffico non pertinente e non targettizzabile.

In sostanza, se abbiamo possibilità di far branding per bene (pubblicità), lo facciamo, altrimenti possiamo anche farne a meno aspettando tempi migliori per farlo.