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Come influenzare gli influencers?

luglio 7, 2010
tenuta Kränzel (Cermes)

albero all'interno della tenuta Kränzel, a Cermes (Merano)

Sono stato a Merano questo fine settimana per Merano FeelGood, il primo evento multisensoriale riservato ad alcuni fra i più accreditati influencers (Bloggers) ed enthusiasts (forumers, flickrs) della Rete nel settore turismo e benessere.

L’intento era quello di portare l’esperienza di viaggio tra le eccellenze del territorio meranese a chi si informa e partecipa alla discussione nei blog, nei forum di turismo e nei social network come http://www.flickr.com/groups/merano_feelgood/ (questa è la community nata per l’occasione).

Dell’evento hanno già parlato i protagonisti (bloggers) componendo – da varie angolazioni – un’immagine 3d davvero esaustiva del turismo di Merano e dintorni.

Con questo post provo a fare un bilancio di questa nuova esperienza di PR 2.0. riportando alcune riflessioni nate dal confronto con Vincenzo Cosenza, digital pr e blogger tra i più autorevoli in tema di PR, Marketing, Social Media e Francesco Magnocavallo, fondatore e direttore editoriale di blogo.it, al quale ho rivolto alcune domande al fresco di un magnifico arbusto della tenuta Kränzel a Cermes.

La 3 giorni meranese si è rivelata un’occasione imperdibile per chiedere a entrambi, e dai rispettivi punti di vista : come influenzare gli influencers?

“Il comunicatore al tempo della rete dovrebbe sforzarsi di svecchiare le metodologie tradizionali delle PR ed entrare nella mentalità del blogger”, dice Vincenzo Cosenza di Digital PR.

Solo in questo modo si potranno capire i loro bisogni per cercare di soddisfare le loro esigenze e di conseguenza raggiungere l’obiettivo di comunicazione. “L’attività delle PR – continua Cosenza – funziona solo se rappresenta un win-win con il blogger, solo se il relatore pubblico e dunque l’azienda, riesce a soddisfare la domanda d’informazione del blogger”.

Gli strumenti a disposizione delle PR per proporre le loro storie sono vari, a seconda del bisogno d’informazione che si va a soddisfare: “in alcuni casi basta un Digital Media News Release, versione moderna del vecchio comunicato stampa, in altri è utile mettere il blogger nella condizione di fare un’esperienza di prodotto (product test) o di servizio (turismo) che gli sarà utile per riportare il risultato ai suoi lettori”.

Per Francesco Magnocavallo di blogo.it “è necessaria molta più creatività che in passato, ci vuole la capacità di stare in rete, dove i rapporti sono più improntati al peer to peer e meno alla relazione tradizionale di potere”.

Il professionista delle PR deve conoscere gli strumenti base: Alexa, Google Trends o Insights, i siti di classifiche come Wikio e Blogbabel, le applicazioni per misurare Twitter. Tool che aiutano a trovare e valutare un blog, osservare come lavora, qual è la sua nicchia di pubblico.

“Credo sia importante sapersi mettere in gioco, ribaltare la prospettiva, come posso io PR lasciarmi influenzare da un blogger per capire meglio come funziona quel mondo, e saperlo poi trattare a dovere prima di spiegarlo al cliente?”. Secondo Magnocavallo, “sicuramente una professionalità di livello superiore è la cosa che più influenza un blogger veramente influente”.

Qual’è l’alternativa al comunicato o prodotto in regalo? Quale può essere secondo te la formula/mix vincente?

Il regalo avrà sempre richiamo fortissimo, ma un potere non sempre proporzionale allo status del blogger.

Per la tua esperienza di editor in chief del network blogo.it, qual’è l’errore più ricorrente dei PR ?

Il comunicato di massa, specialmente se contiene errori nel destinatario, cc in chiaro, destinatario citato col nome sbagliato, allegati pesanti e .doc in genere, registro formulaico e impettito, autocelebrazione.

Per non dimenticare la posta indesiderata. Anni di invio mail senza un contatto con la redazione, che magari non ha mai dato un’uscita… sarà mica un segno che conviene desistere o fare uno squillo per capire meglio?

I marketer ignorano ancora i social media [?]. Mi riferisco agli investimenti pubblicitari.

È un problema, perché a volte il PR/marketer ha a sua volta un cliente cui dover spiegare il valore di quello che è successo sui social media: doppio livello di comprensione, che può risultare in lavoro di scarsa qualità o incomprensioni esagerate.

I budget stanno arrivando, ma non sempre hanno un  piano convincente e ben distribuito. C’è molta confusione su chi fa cosa nella blogosfera, ci vuole tanta umiltà ed ancora tanto evangelismo.

The Social Consumer

maggio 10, 2010

La socializzazione dei consumi, il nuovo scenario dei “Me Media” , il profilo del nuovo consumatore multicanale e il suo comportamento nelle community. Dal monitoraggio all’ascolto, dalla connessione alla relazione. Numeri, suggerimenti e obiettivi raggiungibili spiegati in questa ottima presentazione di Digital PR per Hill & Knowlton.

Quando un Brand diventa social?

marzo 22, 2010

quando un brand diventa social
“Social Voice is not (usually) Brand Voice”. Qualche giorno fa avevo ripreso questo articolo da openforum.com girando il quesito, “The Right Voice for Your Brand Online Is…” ai miei followers su Twitter. La risposta che più mi aveva convinto era stata: “You”.

Nel post precedente (vedi in basso) riprendo il nuovo modello organizzativo dell’azienda orientata alla conversazione di Blanchard, dove l’ascolto e il confronto sono valori strategici fondamentali per il superamento marketing della promozione.

Dunque, tornando alla domanda di questo post, quando un Brand diventa davvero social? Alcune brevi riflessioni.

Le aziende hanno perso il controllo del loro brand? Una minaccia che può trasformarsi in una vera opportunità, ma bisogna mettersi in gioco. Una brand che ha qualcosa da dire può alimentare la passione dei consumatori favorendo l’incontro tra azienda e consumatori o tra consumatori (vedi il caso Adidas).

Non è (solo) il brand che attira le persone ma sono le persone che “fanno” il brand, ne parlano, lo consigliano, lo aiutano a crescere, a partire da chi in azienda lavora. Allora, perchè non incoraggiare i dipendenti a relazionarsi con i propri clienti? Non così, bensì abituando le persone al confronto. Una brand è più umana se abbandona i toni istituzionali delle comunicazioni ufficiali o le frasi iperboliche della pubblicità per scendere sullo stesso piano del consumatore. La voce dei propri dipendenti può aiutare un’azienda a diventare “friendly”.
 
La comunicazione aziendale nell’era del Web 2.0 è uno sforzo collettivo. Bisogna sapersi relazionare con più persone con più mezzi possibili, Twitter, Facebook, Flickr, Twitpic, YouTube o le nuove piattaforme location-based come Foursquare, Gowalla, Whrrl  per utenti iperconnessi.

Il web è interazione, partecipazione, comunicazione one-to-one da pari a pari. Per essere “social” bisogna mettersi in ascolto, saper cogliere gli insights che consentono di delineare il profilo del consumatore, con i suoi atteggiamenti e le sue intenzioni. Prima di intervenire le aziende devono passare per la conoscenza, che è un percorso fatto di relazioni personali (e non di semplici informazioni o di intrattenimento) costruite sulla fiducia. Se preferite, chiamatela pure cultura delle relazioni.

Immagine via Strategic Public Relations

I consigli per gli acquisti nei forum, la chiacchierata tra amici su Facebook. Ecco dove vanno gli italiani in Rete.

novembre 19, 2009

I forum – con +80 milioni di messaggi quest’anno – sono lo strumento preferito dagli italiani per confrontarsi sugli orientamenti di consumo ed altri argomenti che riguardano la sfera professionale e privata.

È quanto emerge dal Rapporto sulle comunità Web di Digital PR, “Dove vanno gli italiani in rete – abitudini e nuovi fenomeni” giunto alla sesta edizione.

La blogosfera è sempre più il regno di chi ha qualcosa di interessante da dire. Sono quasi 3 milioni i blogger della penisola, ma “solo” il 35% di questi aggiorna il proprio diario con una certa frequenza (2 o più volte settimanalmente).

Facebook ha superato i 12 milioni di utenti (il 57% dei connessi) ed è la nuova piazza virtuale degli italiani. Una piazza sempre più rosa: secondo i dati dell’Osservatorio Facebook, infatti, nella fascia di utenti al di sotto dei 18 annile donne superano gli uomini nel social network più popolare del mondo.

I fenomeni emergenti di questo 2009 sono Twitter e Friendfeed. Il servizio di microblogging ha raggiunto 1 milione di utenti unici/mese nel nostro Paese (fonte: Google Trends Websites), mentre Friendfeed è ancora per early adopters, ma può rappresentare la naturale evoluzione dei forum.

Per approfondimenti rinvio alla presentazione di Vincenzo Cosenza (Digital PR) al seminario “Il nuovo potere dei consumatori sul web 2009

Merano ENOblog 2009 (il progetto)

settembre 14, 2009

Merano ENOblog 2009 è il nome dell’evento promosso da MGM Merano Marketing al fine valorizzare rafforzare la reputazione del territorio e delle sue eccellenze eno-gastronomiche, turistiche e ambientali presso il pubblico della Rete.

Protagonisti saranno i top blogger appassionati/esperti di vino, food, turismo, e comunicazione scelti per la propria competenza e la loro popolarità nel Web, che si daranno appuntamento a Merano tra il 25 e il 27 settembre per vivere un’esperienza a stretto contatto con la variegata realtà meranese.

Non solo paesaggio e tradizione , ma una cultura della sostenibilità sedimentata nel tempo e tanta innovazione. Insomma, nei nostri intendimenti qualcosa di più di un educational. Piuttosto un incontro che abbia il senso di uno sforzo collettivo per fare emergere le mille sfaccettature di territorio con una tradizione produttiva e di accolgienza di grande rilievo e che intende cogliere la sfida dell’innovazione e della competitività partendo proprio dalla Rete e dai suoi protagonisti.

Il progetto in questione (vedi le slide) è la prima proposta fatta con l’amico-collega Tiziano Pandolfi a Merano Marketing. Poi, anche grazie ai preziosi suggerimenti di Kalus e Haike Platter del centro di sperimentazione Laimburg, abbiamo ritarato il progetto spostando il focus dall’argomento vino biologico, interessante, forse di moda, certo troppo riduttivo, al tema meno cool ma di sostanza del vino di montagna.

Nei prossimi giorni posterò le riflessioni che ci hanno portati alla “versione finale del progetto”. Credo che per i temi trattati da questo blog raccontare la gestazione di un evento di Digital PR possa essere interessante. Cosa ne pensate?

Appunti sulle PR digitali

giugno 17, 2009

Segnalo la presentazione tutta sostanza di Massimo Cocchetti nell’ambito di Terroir Vino, l’evento del mondo vininternet italiano tenutosi nei giorni scorsi a Genova. Peccato non abbia potuto poi presentarla a causa di “un’antipatica febbre”, leggo sul suo blog 😦

Gli basterà un quote per consolarsi?

Dalle 17 slide, tutte molto interessanti sull’argomento “Costruire un sito efficace per un’azienda vinicola”, mi piace estrarre una frase che per me ben coglie l’essenza della comunicazione in Rete: “Raccontate chi siete, come lavorate, fate parlare i vostri consumatori e così farete comunicare anche il vostro vino”, leggo in una delle pagine della presentazione di Cocchetti.

Credo che compito il delle PR digitali sia capire come fare scoccare la scintilla.
La definizione del messaggio, il modo comunicare (tone of voice) e la scelta degli strumenti per “parlare e fare parlare”, queste sono nostra diretta responsabilità, di qui in poi la centralità della comunicazione si sposta sull’utente consumatore.

Enormo si apre alla conversazione

marzo 20, 2009

Interessante presentazione di Enormo, motore di ricerca di case che aggrega annunci presenti su vari portali (compreso il nostro idealista.it) in Italia e nel mondo. Nella presentazione su slideshare la strategia dell’azienda per crescere nella rete.

La ricetta è semplice: listening + talking = improving

Io faccio prove di dialogo o se preferite digital PR 😉