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Segreti e idee per un corporate blog di successo.

dicembre 13, 2011

La creazione di un corporate blog è una grossa opportunità professionale per PR, giornalisti ed esperti di settore. L’obiettivo aziendale può essere differente a seconda dei casi, ma di solito prevale l’ambizione di diventare esperti nel proprio campo.

A conti fatti, le esperienze di corporate blogging, sono state tutto sommato poche nel nostro Paese (aggregate qui), eppure le opportunità per le aziende che ci credono sono possono essere molte, a partire dal costruire una solida reputazione di marca o aiutare l’impresa nel perseguimento di molti altri obiettivi aziendali: awareness, nuovi clienti, vendite, seo, engagement, etc…

Creare Valore

Tuttavia a molte imprese non è ancora chiaro cosa fa di un blog, un blog di successo. Nella mia attività di consulente e blogger ho avuto modo di analizzare alcune esperienze di corporate blogging, da ognuna ho cercato di apprendere qualcosa ed ho cercato di teorizzare attingendo dalla palestra di idee di Guy Kawasaki: un blog per funzionare deve essere “insightful”, altro rispetto a un sito di news. Che significa? Quasi tutti i blogger del pianeta non generano contenuti, ma si limitano rilanciare, commentare, tradurre, rielaborare il digest giornaliero. L’ importante è risalire direttamente alle fonti originali, verificarle, selezionarle, ordinarle nel proprio feed reader. Suggerisco di utilizzare Delicious, i favourites di Twitter o Evernote per il Web clipping.

Conosci il tuo target? Quasi mai un blog è per tutti: devi essere la bussola per chi ti segue, offrire studi e analisi di mercato originali (per esempio sul tema “hot” del mese) consigliare: “How to” , “Do & Don’t”, Tips ( ad esempio: 7 cose da fare per vendere casa prima), in poche parole informare, orientare, assistere . L’elemento di originalità e importante: 2-3 rubriche fisse garantiscono la periodicità dell’aggiornamento e aiutano a fidelizzare il lettore. La periodicità è importante, in quanto elimina l’ansia da foglio bianco.

Facciamo qualche esempio con alcune idee per un blog immobiliare. Ecco alcune idee per le rubriche (mi sono divertito a buttarne giù alcune).

  • “Conosci il tuo quartiere” (cronaca)
  • “La casa dello sportivo” (lifestyle)
  • IMHO: il mercato visto da… (gli esperti immobiliari)
  • In e Out (i fatti della settimana a contrasto)
  • Juice: il condensato dei fatti immobiliari della settimana (dalla rassegna stampa)
  • Red hot: notizie dal cuore dell’azienda

Il tutto con un tono di voce colloquiale, aperti al dialogo, pronti a commentare. Questi primi appunti, che potrebbero già costituire un’ossatura di piano editoriale.

Per questo post ho preso spunti da qui e da qui.

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..Si parlava di immobili e di immobilismo

febbraio 29, 2008
Una delle cose più interessanti quando si lavora per una società di respiro europeo è avere la possibilità di rapportarsi con gente di altri paesi e soddisfare la propria curiosità di apprendimento e di comprensione di se stessi attraverso il punto di vista nuovo e distaccato degli altri.Proprio ieri il mio collega spagnolo Fernando nel corso di una conversazione con un giornalista del quotidiano “Libero Mercato”, a proposito del mercato immobiliare, si rivolge a me e dice: “ho acceso la tele, davano il… come si chiama…il festival di..”, ed io: “ah sì, Sanremo”.
– Fernando: “sì quel programma di canzoni condotto da quel signore anziano”. Eh, gli faccio, Pippo Baudo, (saranno 20 anni che è lì. vuoi che non sia ancora lì?).
– E lui: “ma non è adatto per una manifestazione di questo tipo. Uno si aspetta un tipo giovane, fresco, nel pieno delle energie, dopotutto è per un festival musicale”.  Eh, caro mio. Cosa ti posso dire? Fernando non riusciva propio a capacitarsi, allora aggiunge: “a 70 anni uno deve pensare alla spiaggia. In Spagna è così”.Sono rimasto di sasso e mi sono reso conto che siamo così assuefatti alle nostre assurdità nazionali, siamo così abituati alle solite facce che non abbiamo neanche più quel senso critico che ci consentirebbe di farlo notare. Devo dare atto a mio padre. Lui da anni sostiene che a 60 anni le persone dovrebbero dedicarsi alle loro cose mandando i giovani in prima linea. Solo che al di la delle belle parole è proprio il nostro sistema che non lo permette se è vero come vero che l’invecchiamento della società, il basso turn over di persone nei posti di responsabilità, l’innalzamento dell’età pensionabile, la scarsa dinamicità nel mercato del lavoro portano all’immobilismo dell’intero sistema Paese, con il risultato che l’emancipazione giovanile o se preferite l’uscita di casa dei bamboccioni ritarda oltremodo il progresso del nostro Paese.