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Networking: così si fa business a Barcellona

marzo 11, 2009

Esattamente una settimana partecipavo al First Tuesday di Barcellona.
Nell’atmosfera rilassata del C.d.l.c. (sul mare!), più di 300 giovani imprenditori si sono dati appuntamento per mettere le loro idee a confronto. Il First Tuesday mi sembra un modo intelligente per fare networking, ci si presenta, ci si conosce, si parla delle rispettive esperienze lavorative, ci si scambia punti di vista sull’attuale momento dell’economia e qualche curriculum mentre si drinka amabilmente qualcosa. Hanno partecipato alla serata persone provenienti da varie parti d’Europa: olandesi, inglesi, spagnoli naturalmente e statunitensi come Gary Stewart, neanche trent’anni e un’impresa che opera nel settore dei motori di ricerca verticali, presto – mi dice – sarà presentata in Italia.

Ad ogni incontro di questo raduno itinerante in terra di Spagna c’è sempre un’imprenditore di successo che racconta la sua storia e si apre alla conversazione con i partecipanti. A Barcellona l’ospite d’onore era Jesùs Encinàr, owner di idealista e imprenditore molto popolare nel suo Paese.

Ha parlato con estrema naturalezza Jesùs incalzato dalle domande di Carlos Blanco, CEO blogger del grupoinet.com, davanti a una platea attenta e partecipe di più di 300 persone, per una media di 27 anni circa (questa l’impressione che ho avuto guardando negli occhi questi sognatori).

Tanto entusiasmo tra i partecipanti, un fermento positivo che quasi si può toccare. Insomma il clima è decisamente “no depression” nonostante la crisi che vive la Spagna. Qui sono tutti consapevoli del momento difficile ma tutti hanno grande fiducia nelle loro idee. Già le idee, Jesùs dice – forse spiazzando un po’ l’audience -, che “per un imprenditore sono la parte meno importante”. Quello che conta, secondo il fondatore di idealista, è il team e l’individuazione di un ambito/mercato con buone probabilità di crescita.

La gente ascolta attenta, poi fioccano le domande: come faccio a portare a compimento la mia idea imprenditoriale?, dove trovo i soldi?, come mi presento?, a chi? Jesùs ha la sua filosofia che diffida di business plan e di progetti “sulle power point”. Dice: “l’importante è chi sei tu e quali competenze puoi offrire per realizzare un progetto”. Per fare un’impresa nel web servono più anime, quella tecnologica (la più difficile da mettere in piedi), l’area commerciale/marketing, l’area finanziaria. Perchè un’impresa funzioni non possono mancare queste 3 cose.

Una bella lezione d’imprenditorialità cui ha fatto seguito una cena etnica: tutti quanti in circolo seduti in posizione yoga a confrontarci sulla crisi, sull’operato delle banche, sui nuovi trend di mercato. Ognuno contribuisce col proprio pezzo di esperienza, ognuno racconta la propria storia così ci si arricchisce a vicenda. Qualcuno ha anche trovato lavoro.

Un pomeriggio di lavoro con Jesùs Encinar

febbraio 17, 2009
Il grande capo, film-commedia di Lars Von Trier

Il grande capo, film-commedia di Lars Von Trier

Avere a che fare con Jesus Encinar, fondatore di idealista, società per la quale lavoro, è un’esperienza professionalmente molto gratificante. Non il tipico rapporto gerarchico con “il grande  capo“, in genere un nome che  –  chissà per quale  ragione  –  incute timore anche se non si è avuto mai il piacere di parlarci, ma un momento di stimolante conversazione da pari a pari su svariati temi riguardanti la mia quotidianità lavorativa, dalla comunicazione, al web marketing, al Web 2.0 del quale Jesùs, oltre a essere un appassionato, è un vero esperto. 

Così è stato dal primo momento in cui ho messo piede in questa azienda per occuparmi di comunicazione e devo dire che è stata una grande fortuna per me essere coinvolto negli aspetti strategici dello start-up di idealista.it, un qualcosa che non capita spesso nel percorso lavorativo di una persona. Un’espererienza preziosa, che non vale 1000 volumi letti sul marketing nel corso di questi anni.

Ancora una volta, il mio incontro con Jesùs di giovedì scorso è stata un’occasione per fare il punto sulle attività di comunicazione in Italia, ma poi si è trasformato in uno scambio di idee su:
accordi di partnership e attività co-marketing
–  aspetti legati comunicazione interna riguardanti un progetto che ho in ballo e vedrà come protagonisti i dipendenti di idealista;
Facebook Connect, il nuovo plugin che permette di integrare alcune funzioni di Facebook all’interno del blog o del sito personale e che promette interessanti sviluppi in chiave marketing;
– le potenizialità dei tools di tr.im a proposito di Twitter che Jesùs mi consiglia di utilizzare, non foss’altro che per esercitarmi a dire tutto in 140 caratteri. Una vaga allusione al fatto che sono prolisso?

via http://www.pandemia.info/

Idee per rendere i banner più efficaci

dicembre 5, 2008

Era da un pezzo che volevo tradurre questo post di Jesùs Encinar, presidente della società per la quale lavoro a proposito dell’efficacia delle pubblicità online. Ed eccoci qui.

Generare clicks nel web non è l’unica via per misurare una campagna pubblicitaria sul web. Ci sono campagne che notoriamente non generano molti clicks, ma migliorano la percezione della marca. Chi pianifica una campagna deve avere ben chiaro l’obiettivo: fare brand awareness o clicks. le due cose presuppongono strategie creative quasi agli antipodi. A seconda della scelta creativa o si generano click o si fa branding.

Per esempio, le campagne più imponenti – quelle dei “big spender” del mercato pubblicitario – sono in genere semplici “versioni” web della campagna televisiva. Riadattamenti della creatività TV per il web. Questo va bene se si vuole generare brand awareness o alimentare il ricordo di una campagna TV, ma non è lecito attendersi grossi risultati in termini di clicks.

Se quello che cerchiamo è invece generare clicks con una campagna banner, ci sono piccole trappole da evitare. Una creatività che sembra un link o contiene un messagio ingannevole per il navigatore può generare clicks, ma fa si che le persone arrivino alla pagina di destinazione con una cattiva esperienza. Non è mai una buona idea traghettare i clienti sul proprio sito con l’inganno. Ci sono forme lecite per migliorare i banners e renderli cliccabili senza per questo irritare l’utente.

Il principale errore che vedo in molti banners è che tendono all’effetto “attesa” degli annunci televisivi rivelando l’identità dell’annunciante solo al termine dell’annuncio. Questo funziona in televisione, dove la gente è concentrata sulla pubblicità e di solito si guarda l’intero commercial, non sul Web.

banner senza logo

Gli utenti di solito visualizzano i banner in un contesto di forte rumore visivo, con una gran quantità di contenuti mentre provano a completare un’azione che spesso non ha nulla a che vedere con la pubblicità in questione. Proprio il contrario di quanto avviene con la pubblicità TV.

Quando in TV va in onda uno spot pubblicitario, non c’è alcun altro annunciante, nè altro contenuto che passi sullo schermo in quel momento. “Sono i tuoi 30 secondi di gloria”, per questo si paga quello che si paga per gli spot in TV. Per internet è diverso. Per esempio, un banner che non riporti la marca in ogni frame dove si promuovono, per esempio “case economiche di nuove costruzioni a madrid”, l’unica cosa che si ottiene è semplicemente una pubblicità anonima:

banner-msn1

Molti banner vengono visti di sfuggita e l’utente nota magari solo un frame dello stesso. Se la marca viene mostrata solo in una parte del banner l’utente rischia di non farvi caso. E’ molto meglio allora mostrare sempre la marca, dall’inizio alla fine per evitare che un banner visto di sfuggita perda tutto il suo contenuto informativo.

banner-logo

Interessanti i suggerimenti di Jesùs per migliorare i clicks nella pubblicità online:

Se tieni sempre lo stesso banner per mesi non aspettarti di ottenere molti clicks. Cambiare i banners frequentemente con varie creatività è essenziale perchè l’utente possa interessarsi alla tua pubblicità. Il miglior banner del mondo non ti interessa quando lo hai già visto 100 volte

Perchè ti costa così tanta fatica riconoscere la tua valigia tra tante altre, ma potresti facilmente riconoscere un amico che non vedi da anni? Perchè una parte del nostro cervello si dedica esclusivamente a riconoscere i volti umani. Inserisci il volto di una persona e automaticamente il tuo banner sarà più notato. Il cervello umano dirige l’attenzione costantemente verso i volti che riconosce. (Per approfondimenti vai qui)

I banners generici ottengono meno clicks di quelli “concreti”. Inserisci numeri, date, offerte e riferimenti geografici e il tuo banner si convertirà in un’offerta “reale” che richiamerà l’attenzione. Da evitare i claims che non dicono nulla tipo “…quello che hai sempre immaginato” o “… il servizio che stavi aspettando”.

Non adattare le campagne TV o stampa ad internet. Ogni mezzo ha la sua ricetta e quello che funziona il TV può essere irrilevamnte e noioso via Internet. Per ultimo, tieni sempre la tua marca bene in vista in ogni frame del banner. L’effetto sorpresa non funziona sul web e l’unica cosa che si ottiene in questi casi è una percentuale più bassa di utenti che vedranno che la tua marca.

milano partecipa alla rivoluzione di idealista.it

marzo 6, 2008

Della campagna idealista.it mi piace l’allegria e l’ottimismo che comunica. Personalmente mi ritengo soddisfatto per avere convinto sin da subito il management della linea creativa della campagna articolata su media online – yahoo.it, tiscali.it, ilgiornale.it – e offline con affissioni metro, pubblicità dinamica sui mezzi di trasporto pubblico cittadino (bus e  tram), stampa (free press e giornali di classified).

Al claim “partecipa alla rivoluzione! trova la tua casa qui” abbiamo associato un soggetto (texture) floreale perchè è un simbolo che ben si associa a un’idea di freschezza, vitalità, ottimismo. Il concetto di rivoluzione associato a un immagine positiva (il fiore) ci connota come un’azienda in evoluzione e in costante tensione creativa, attenta ai cambiamenti nella società e ovviamente nel mercato al quale ci rivolgiamo.

Abbiamo scelto di investire sull’offline a Milano perchè – come afferma Jesùs Encinàr, fondatore e consigliere delegato di idealista – è un buon modo per presentare le nosrte credenziali, dare “credibilità alla marca e migliorare i ratios di conversione” del nostro portale a servizio di chi cerca casa.

Un po’ di immagini della campagna:

tram milano idealista

il tram idealista.it con il duomo sullo sfondo

ingressi metropolitane

ingressi metropolitana

posters

posters dentro la metro

bus

gli autobus