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Nella rappresentazione dei media la donna torna casalinga.

novembre 9, 2011

“Bella, sexy e casalinga”, tra realtà e provocazione la condizione femminile fa un salto indietro di almeno 50 anni.

Certo c’è di mezzo la crisi e il lavoro che manca, ma perché complicarsi la vita con idee innovative quando basta premere il tasto rewind?

Quasi che per rassicurare la donna debba ritagliarsi un ruolo marginale nella società, i media la rappresentano così: la Marion di Happy Days, la cui unica aspirazione è servire il piatto più buono alla famigliola; la servitrice di caffè in ufficio, la sposina sexy di “Amica”.

Nei media i segnali arrivano in anticipo, tira una brutta area per il gentil sesso. Lontanissima dalla realtà, retrograda, stucchevole la rappresentazione che ne viene proposta, proprio quando il Global Gender Gap Report 2011, colloca l’Italia al 74° posto nella graduatoria mondiale delle pari opportunità.

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Il Quarto Potere ora è in mano ai signori dei Social Media.

luglio 26, 2011

“Le tecnologie del web hanno prodotto una rivoluzione pari a quella innescata da Gutenberg, con l’invenzione della stampa”. Non esagera Lorenzo Sassoli de Bianchi quando afferma questo.

Il Presidente dell’UPA  è ben conscio dell’influenza dei Social Media nel panorama mediatico globale. Ai primi tre posti della classifica dei “100 Most Influentials“,  secondo The Guardian – le 100 persone più influenti dei media del Regno Unito -, figurano Mark Zuckerberg (Facebook), Jack Dorsey (Twitter) e Larry Page (Google).

100 media leaders 2001

 

 

 

 

 

 

 

Le innovazioni tecnologiche e la loro adozione da parte degli individui è più veloce delle aziende, dei media e delle stesse istituzioni (le meno sensibili ai cambiamenti, quindi le più lente).

Lasciando da parte la componente edonistica,  che è in qualche modo congenita nella diffusione del fenomeno “Me Media”, da questo dato emerge che una fetta crescente di persone in tutto il mondo chiede maggiore chiarezza e trasparenza al potere mediatico.

Ciò accade proprio quando l’impero di Murdoch, il maggiore editore mondiale (al 5° posto della lista di The Guardian), sembra vacillare travolto dagli scandali delle intercettazioni che hanno coinvolto alcuni dei suoi giornalisti e collaboratori di punta. L’interrogativo è: chi controlla questo immenso potere, e come? Se si pensa a quante volte i governi hanno invece provato a mettere il bavaglio ad Internet, per esigenze di “controllo” appunto, viene da dire che il destino sa essere davvero beffardo a volte.

Questa vicenda incrocia l’evento più rivoluzionario da Gutemberg ai giorni nostri e accelera il passaggio di consegne tra il vecchio e il nuovo che avanza, tra i media del controllo e i media senza mediatori. Chi controllerà i piccoli divenuti improvvisamente grandi ora che la diffusione capillare dei social media fa venir meno il patto tra Stati ed establishment? Quale autorità, con quale autorità?

 

 

La rivoluzione mobile va veloce.

maggio 30, 2011

La velocità della diffusione del mobile

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ sempre maggiore la velocità con la quale una tecnologia si afferma e si diffonde.

Nel grafico i media a confronto.

via hannemyr.com/essay/diff.html 2000

Con il video in print, ora carta e digitale convergono.

settembre 18, 2009


Tv ride into the magazine. Il nuovo concetto dei video in print advertising integra il digitale con la carta stampata.

I giornali e il Web

maggio 21, 2009
giornali vs. internet

giornali vs. internet

 Mark Fiore è l’autore di questo breve episodio che spiega in maniera semplice ed efficace il cambiamento in atto nel mondo dell’informazione, tra la carta stampata e il Web.

Animation: newspapers vs the Internet

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