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Gli opinion leaders su Second Life

gennaio 28, 2008

Chi sono gli opinion leaders in Second Life? Per saperne di più sfogliate la presentazione  in basso con interessanti spunti sulle caratteristiche social network e i profili di chi vi partecipa da protagonista.

Edelman Trust Barometer 2008, parliamone un po’.

gennaio 25, 2008

Ieri sera alla Caffetteria degli Atellani (Mediateca) di via della Moscova, l’agenzia di relazioni pubbliche Edelman ha presentato Trust Barometer 2008 l’indagine mondiale condotta da Strategy One per misurare la fiducia riposta da 3.775 opinion leader di 18 Paesi nei confronti di: Istituzioni e governi, aziende, media, organizzazioni non governative, istituzioni religiose

Ne è scaturito un interessante dibattito moderato da Enrico Sasson, direttore della Harvard Business Review, tra Luca Virginio,  Direttore globale comunicazione corporate e reputazione di Procter & Gamble company, Giorgio Riva, Direttore Generale RCS Digital, Gianandrea Facchini, Responsabile del blog Bizandbuzz e Jere Sullivan, Executive Vice President Edelman Europe / Vice Chairman Edelman

Cosa è emerso? In pillole:

  • cresce – un po’ a sorpresa – la credibilità dei mainstream media (giornali, tv, radio, business magazines) – in sostanza le persone credono nei media che seguono. nella graduatoria della credibilità salgono anche i reports prodotti da analisti economici o esperti di mercati borsistici
  • Le istituzioni ritenute più credibili dagli opinion leader italiani sono le Organizzazioni non governative e le istituzioni religiose
  • La proverbiale sfiducia degli italiani nei confronti della propria classe politica si riflette anche nel giudizio degli opinion leader. La voce “Government” è la meno gettonata tra quelle oggetto d’indagine
  • Decresce anche la fiducia nelle aziende (-1% nella proiezione 2008 rispetto al 2007, ma -10% nel raffronto con il 2006). tra i principali indicatori di fiducia individuati dagli dai rispondenti rispetto alla credibilità delle aziende, al primo posto l’esperienza del prodotto, ma subito dopo, al secondo e al terzo posto il filone dei comportamenti socialmente responsanbili (attenzione al tema dei diritti umani e di comportamenti “business fair”). Tra i settori ritenuti più credibili dagli opinion leader italiani spiccano tecnologia, biotech e automotive, i meno credibili il settore assicurativo e quello bancario. Per migliorare la propria reputation queste aziende dovrebbero affidarsi all’endorsemet di accademici, rappresentati autorevoli di associazioni non governative :-), le elite più credibili secondo la ricerca. Quanto infine ai fattori che costruiscono la credibilità intorno a un brand, prevalgono nel nostro paese motivazioni di natura pratica, cioè direttamente connesse al prodotto/servizio offerto dalle imprese. Seguono fattori valoriali, industriale e localistici.

Nel corso del dibattito si è parlato del ruolo del ruolo della rete nella costruzione della reputazione delle aziende e dell’importanza di monitorare le community per avere in tempo reale la percezione di cosa la gente pensa di un’azienda o delle istituzioni in genere. In effetti rispetto ad altri media i consumer generated media rimangono i coda nella graduatoria della credibilità di Edelman. Solo problemi di accreditamento o c’è dell’altro? Forse le community online rappresentano soltanto delle nicchie di consenso, come nella natura di queste forme di comunicazione. Difficile quindi ricondurle nelle categorie applicate per rilevare la credibilità dei mainstream media.

Lo studio di Edelman va proprio in questa direzione. Chi influenzano questi media sociali? Amici, parenti, il proprio network professionale o di interessi. sono media per pensare, media periferici che arrivano dove i media tradizionali non arrivano ed è molto probabile che tra non molto media Media e CGM finiranno per integrarsi e dialogare più di quanto sia accaduto fino ad oggi.

La presentazione scaricabile in formato pdf  dal blog di Edelman Italia