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Da Liquida uno spaccato dell’Italia del web

gennaio 22, 2009

Poco tempo, davvero poco per scrivere. Ma non rinuncio alle mie letture in tema di web, cgm, marketing e comunicazione.

Alcuni spunti di riflessione dai “canali tradizionali”.

i-famosi-dei-blog

Prima l’analisi di Liquida, aggregatore di contenuti del gruppo Banzai (vedi corriere economia) condotta su un campione di 600.000 articoli pubblicati da 10.000 blog che ha rivela cosa hanno detto gli italiani in rete negli ultimi 4 mesi.

I più citati del 2008 sono stati

1. Berlusconi (9.807)
2. Obama (7.951)
3. Windows (6.216)
4. Facebook (4.597)
5. Partito democratico (4.494)
6. iPhone (4.458)
7. Gelmini (4.339)
8. Milan (4.295)
9. Inter (4.232)
10. Veltroni (3.863)

…ma anche Tremonti (2.098), Brunetta (1.612) e Carfagna (935), dunque non si può certo dire che il Governo non faccia notizia.

La preoccupazine e il senso d’insicurezza degli italiani entra nelle discussioni di chi interagisce in rete: Crisi economica e crisi finanziaria (2.476), Università (2.203), Scuola (1.760), Polizia (1.507), Iraq (1.132) e Sicurezza (851) sono le parole più gettonate.

I personaggi più chiacchierati sono da isola dei famosi e dintorni: Maria de Filippi (1.344), Vladimir Luxuria (1.114), Simona Ventura (1.094), Britney Spears (1.058), Rossano Rubicondi (701), Paris Hilton (653) altro che Internet! Riescono a far parlare di loro (nonostante la TV), anche Roberto Saviano (1.212), Beppe Grillo (1.117), Marco Travaglio (973) e Angelina Jolie (678).

Sul fronte delle aziende Apple (3.560) supera Google (3.190) e Alitalia (2.857), argomento quest’ultimo che si presta alle chiacchiere da blog.

Piace anche l’argomento religioso-cattolico. Non c’è molto spazio per altre confessioni, almeno dai numeri emersi dall’indagine di Liquida. I blogger sembrano parlare con una certa frequenza di Chiesa (2.388), Papa (2.087), Gesù (1.917), Vaticano (1.402), Bibbia (1.112).

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Il mio 2008 dalla a alla zeta.

gennaio 1, 2009

Fine anno, tempo di bilanci. Di solito “si danno i numeri” che consuntivano il tuo operato. E’ un po’ triste dirlo, ma spesso e volentieri tutto quello che rimane di un anno è un numero. Ad esso il compito di misurare, anticipare, decretare successi e insuccessi dall’alto della sua imparzialità. Se avesse un’anima si direbbe, dall’alto della sua indifferenza. Che ossessione i numeri! Meglio le lettere. Sì le lettere dell’alfabeto. Lettere che rimandano a parole, significati, concetti. Lettere-parole come tag (nell’era del Web) formano un mosaico perfetto, figlio del lessico dell’anno appena trascorso.

A – Austerity (vedi anche sobrietà), Africa, amici.
B – Qui basta la lettera che denota la categoria conquistata dalla mia squadra del cuore: la Salernitana.
C – Crisi, casa (un vero problema dell’anno appena trascorso).
D – Distrazione. Accade quando ci sono troppe cose da fare. Devo imparare a togliere.
E – Emozioni.
F – Facebook, quest’anno l’ho studiato. Nel 2009 lo utilizzarò di più per lavoro. F come Francia; una meta possibile in caso di espatrio.
G – come Guerra, quella in corso nella striscia di Gaza. Giustizia, come quella che vorrei: veloce, efficiente, giusta. 
H – Homo homini lupus. La crisi tira fuori il peggio di noi.
I – Ignavia. Un peccato diffuso nel nostro Paese e non è un buon segno.
L – Licenziamenti. Lamontagne come l’autore di “Trouble”, il disco più ascoltato di quest’anno anche se è uscito nel 2004.
M – Matrimonio.
N – Nascite. Siamo 60 milioni in Italia anche per merito di molti miei amici che stanno recuperando il tempo perduto 😉 N come Nuages, celebre brano di Django Reinhardt, uno dei preferiti da me e Simona. Risuonava ovunque noi andassimo. Ora, o è lui che segue noi o siamo noi che inseguiamo lui.
O – Obama, ma anche Olimpiadi.
P – Paura. Populismo. Proclami. La ricetta vincente del Pdl.
Q – Qualità di vita. Quella che non riesco proprio a trovare a Milano. Ma non mi do per vinto 🙂
R – Religione. Mi sono riavvicinato alla fede. Running, una cosa alla quale mi sono appassionato quest’anno ed ha a che fare con la fede.
S – Simona (mia moglie). Non c’è spazio per molto altro a questa voce, o forse sì: sobrietà. Caratteristica che peraltro le è propria.
T – come Tettamanzi. Il politico dell’anno. Citando Gianni Mura: “L’idea del fondo stanziata per i senza lavoro è buona e giusta. Per i gusti correnti, Tettamanzi è quasi un sovversivo. Con qualche precedente, a partire da Gesù”. 
U – Unità. Quella che occorrerebbe in momenti come questi e invece non c’è. L’Unità di Concita De Gregorio invece c’è e ci piace.
V – Veltroni (leader di uno schieramento per ora deludente).
Z – (Anno) Zero, come la trasmissione condotta da Santoro. Un baluardo di democrazia nell’era dei TG di Riotta (una sorta pubbliredazionale dell’ottimismo).

Buon anno a tutti. Vi auguro di pensare veloce, parlare semplice, vivere con coraggio.

Walter Veltroni inaugura “la stagione” dei microblog (politici)

novembre 30, 2007

la nuova stagione - microblog di Walter Veltroni

Ora anche il leader del PD, Walter Veltroni, ha il suo spazio in Rete. Non un blog ma un microblog. “La nuova stagione” si apre per Veltroni all’insegna della vicinanza al popolo della Rete a collaboratori, amici o… più semplicemente per lanciare il sito. Credo anche che Veltroni sia il primo politico italiano ad aprire un microblog (con Twitter – http://twitter.com/), una sorta di agenda pubblica nella quale appuntare idee, riflessioni, appuntamenti più o meno importanti. Il tutto in maniera rigorosamente sintetica. Massimo 140 caratteri! Bello sì, ma solo per vite straordinarie 😉 anche perchè su Twitter non si dialoga e non si risponde ad altri utenti.

Un po’ di regole di editing (via fullo)

E ora qualche appunto su su politica e Web. Perchè alla politica dovrebbe interessare la Rete e soprattutto, come a mio avviso dovrebbero comportarsi i personaggi polici in questo ambiente?

Partiamo dagli obiettivi: ascoltare cosa pensano le persone su un determinato argomento, misurare il gradimento di un’iniziativa politica, coinvolgere i cittadini nelle scelte, reclutare le “great minds” del web, farli diventare degli influencers, basare la leadership sulla condivisione anziché sulla forza.

Alcune considerazioni di carattere strategico: il web non è uno spazio da occupare, anzi, il vero segreto è dare spazio. Ma i signori politici sono disposti a darne esponendosi al rischio di critiche? Cosa significa tutto questo. Un approccio di comunicazione totalmente diverso, da pari a pari, che implica una sorta di contratto fiduciario con il/i propri interlocutori. Ma attenzione. Non bisogna avere fretta, la fiducia si guadagna nel tempo.

Bisogna sempre tener presente che: alla conversazione in rete si dona il proprio tempo, le proprie idee, la propria intelligenza per l’interesse collettivo. Sì proprio quello che dovrebbe fare la politica, quella seria. Se i politici sapranno fare tutto ciò godranno di buona reputazione tra il popolo della Rete, altrimenti…beh, saranno costretti a subire continui attacchi per la loro scarsa attitudine al confronto.