Posted tagged ‘web 2.0’

Real Estate Refresh, per tornare a crescere con il web.

novembre 9, 2010

La crisi ha cambiato profondamente il mercato immobiliare: meno soldi in circolazione, meno credito disponibile, meno compravendite. E poi i clienti: più informati, più riflessivi, più selettivi. Uno scenario in cui sono cambiate le regole del gioco.

Il professionista immobiliare oggi è chiamato ad affrontare le nuove sfide competitive con un approccio differente.

Oggi a Milano abbiamo spiegato alle agenzie immobiliari come utilizzare meglio idealista.it e tornare a crescere con il web, consapevoli
che per intercettare una domanda di immobili divenuta più debole e più selettiva i professionisti immobiliari devono

  • ascoltare cosa vogliono i consumatori
  • ottimizzare l’offerta di immobili
  • assumere un atteggiamento chiaro e trasparente
  • assumere lo scambio di informazioni come un valore importante per favorire gli investimenti e l’incontro di domanda e offerta

Questa è stata la mia presentazione odierna, con i dati di traffico immobiliare nei principali mercati europei – l’Italia accelera (26%), ma è ancora indietro rispetto ad altre nazioni – e i digital trends che produrranno un sicuro impatto nel real estate.

2.0 evoluzione dell’impresa innovativa

aprile 5, 2009

A che punto è l’impresa 2.0 in italia, quante aziende hanno intrapreso quel percorso che prevede l’utilizzo degli strumenti del web 2.0 per comunicare al loro interno e/o con i propri clienti? Se ne è parlato nel corso del convegno 2.0: evoluzione per l’impresa innovativa organizzato da Siris Media a Palazzo Castiglioni (Milano) Alfredo Gatti, di Nextvalue a c6.tv parla dei dati emersi dall’ultima indagine sull’enterprise 2.0, che evidenziano un certo interesse da parte delle aziende a sperimentare nuove strade nel loro modo di comunicare, una situazione non dissimile da quella di altri paesi europei

Tra gli spunti che ho trovato più interessanti, quello di Paolo Spada, Amministratore Delegato Siris Media Factory, che ha definito il web 2.0 non è solo uno strumento, ma anche un comportamento. Come tale pertanto andrebbe appreso per diventare un vero e proprio approccio al lavoro, un working style 2.0 Quanto poi al comportamento dei consumatori sul Web, Spada individua 4 motivi per cui gli utenti sono interessati a parlare di un’azienda:
– perché la amano: in questi casi, bisogna entrare in contatto con loro
– perché la odiano: in questi casi dialogare, senza essere aggressivi può essere un approccio valido – perché stanno cercando informazioni sulla stessa: in questo caso è bene fornire delle risposte
– perché nessuno ne parla: allora bisognerà fornire motivi di conversazione.

Storie di successo:
Facebook è il social network del momento con i suoi 175 milioni di iscritti nel mondo ed è anche una grande opportunità per le aziende e i personaggi pubblici: il gruppo Nutella ha 3 milioni di fan; il gruppo Obama ne ha 6 milioni.

Alcuni esempi di blog di successo: 
–  studioillegale: un avvocato, amareggiato dal lavoro, lascia lo studio e apre un blog in cui scrive esperienze e delusioni legate al proprio lavoro;
 – thehuffingtonpost: il diario di arianna huffington che in breve tempo è divenuto un magazine con milioni di iscritti.

Altri casi con gli utenti protagonisti:
my football club: 32 mila soci, 35 sterline a testa per acquistare una squadra di calcio uk. i soci collaborano per decidere le formazioni, danno opinioni su calciatori e allenatore ecc.
my starbucks idea: della celebre catena di caffetterie che ha recentemente lanciato un’area del sito per invogliare gli utenti a “modellare il futuro di Starbucks”, chiedendo loro opinioni e idee su prodotti/servizi offerti e che vorrebbero vedere realizzati. Qualcosa di simile in Italia è stata fatta dal Mulino Bianco.
– the best job in the world: singolare concorso per lavorare come guardiano presso l’isola Hamilton.

Tommaso Valle, Managing Director Burson and Marsteller ha parlato di reputazione menzionando 2 storie come quella di Target, azienda statunitense di abbigliamento messa sotto accusa per la sua campagna pubblicitaria definita sessista da una blogger.

La risposta dell’ufficio stampa dell’azienda è stata: “Target non rilascia informazioni a media non tradizionali (…)”
Risultato: la polemica si è allargata in rete fino a contare 7 mila post pubblicati contro Target e il fatto è stato ripreso anche da un articolo del New York Times.

La reputazione in rete è fatta anche e soprattutto di sedimentazioni: singole e molteplici tracce che rimangono, perché sul web nulla perde di visibilità.

In Italia, emblematico il caso Carrefour, in cui Black Cat, blogger e mamma racconta cosa è successo al figlio autistico in un centro Carrefour ottenendo 1000 risposte indignate della gente in appena 24 ore. Nei 2-3 giorni successivi, il fatto è stato ripreso anche da altri blogger, tra cui diversi giornalisti e dal web finisce sui media “tradizionali”(stampa e TG). Ancora oggi, cercando la parola Carrefour su Google, la vicenda appare tra i risultati della prima pagina.

Qual è la ricetta per non incorrere in un cattivo buzz nella Rete? Burson consiglia:
– ascolto e analisi: valutare la presenza della nostra azienda sul web e la sua reputazione.
– distribuzione e partecipazione: distribuire contenuti, ad esempio con oursocialmedia.it, il social media release che diventa post e contiene contributi audio-video (podcast, foto, filmati) veicolabili su qualsiasi dispositivo digitale. Partecipare alla grande conversazione del Web per costruire relazioni di fiducia con gli utenti.

Con Toprural il web è dalla parte del viaggiatore

febbraio 26, 2009

Portale leader in Europa nel settore del turismo rurale

Portale leader in Europa nel settore del turismo rurale


Stamane sono stato alla conferenza stampa di presentazione di Toprural.com, portale leader in Europa nel settore del turismo rurale con più di 45mila alloggi disponibili in 7 differenti Paesi (Spagna, francia, Italia, Lussemburgo, Andorra, Belgio e Portogallo).
Uno strumento semplice e completo nelle mani degli utenti – tanti e in continua crescita – che scelgono agriturismi, bed & breakfast e affini per trascorrere le loro vacanze sul web (il 22,7% degli italiani per Federalberghi). Con Toprural è già possibile consultare più di 9.000 alloggi rurali sparsi per l’Italia, circa il 50% delle strutture censite al momento nel nostro Paese (fonte Agriturist).

Agriturismo Sagarelli, Pisa

Agriturismo Sagarelli, Pisa


Per proprietari e gestori di strutture Toprural è una “finestra sul mondo” per raggiungere i propri clienti/viaggiatori in Italia come all’estero. Già, perchè è proprio la vocazione internazionale del portale il principale elemento differenziante di questo servizio. L’altro è rappresentato dalla “partecipazione” degli utenti che possono raccontare liberamente la loro esperienza vacaziera – positiva o negativa – all’interno di una delle strutture contattate tramite il sito.
Impressioni e punti di vista che gli utenti possono condividere anche attraverso un forum, un blog ricco di notizie e dati sul turismo rurale e ora anche un “Twitter Rural” (!) per una strategia di marketing basata sui Consumer Generated Content e – ha sottolineato nel corso della conferenza stampa François Derbaix , CEO Toprural – su un buon posizionamento sui motori di ricerca.
I giornalisti presenti all’incontro mi sono sembrati particolarmente interessati proprio al lato “social” del portale. In sostanza, come gestire il buzz negativo degli utenti nei confronti degli inserzionisti? Secondo Joseba Cortazar, direttore comunicazione dell’azienda, dare spazio al commento degli utenti è un modo per valorizzare una struttura e il suo servizio – come si sa, gli utenti ritengono molto attendibili le opinioni espresse da altri utenti -. E’ la via della chiarezza e della trasparenza perseguita dal portale per cui chi disattende le aspettative dei consumatori si autoesclude dalla competizione.

Proprio mentre scrivevo questo post ho ricevuto questa curiosa comunicazione da tripadvisor, noto portale che propone recensioni  e opinioni su hotel, vacanze e altro scritte dai viaggiatori, lancia la sua classifica de Gli hotel più sporchi d’Italia. Come ha affermato Joseba, è proprio vero che il Web non mente.

Un pomeriggio di lavoro con Jesùs Encinar

febbraio 17, 2009
Il grande capo, film-commedia di Lars Von Trier

Il grande capo, film-commedia di Lars Von Trier

Avere a che fare con Jesus Encinar, fondatore di idealista, società per la quale lavoro, è un’esperienza professionalmente molto gratificante. Non il tipico rapporto gerarchico con “il grande  capo“, in genere un nome che  –  chissà per quale  ragione  –  incute timore anche se non si è avuto mai il piacere di parlarci, ma un momento di stimolante conversazione da pari a pari su svariati temi riguardanti la mia quotidianità lavorativa, dalla comunicazione, al web marketing, al Web 2.0 del quale Jesùs, oltre a essere un appassionato, è un vero esperto. 

Così è stato dal primo momento in cui ho messo piede in questa azienda per occuparmi di comunicazione e devo dire che è stata una grande fortuna per me essere coinvolto negli aspetti strategici dello start-up di idealista.it, un qualcosa che non capita spesso nel percorso lavorativo di una persona. Un’espererienza preziosa, che non vale 1000 volumi letti sul marketing nel corso di questi anni.

Ancora una volta, il mio incontro con Jesùs di giovedì scorso è stata un’occasione per fare il punto sulle attività di comunicazione in Italia, ma poi si è trasformato in uno scambio di idee su:
accordi di partnership e attività co-marketing
–  aspetti legati comunicazione interna riguardanti un progetto che ho in ballo e vedrà come protagonisti i dipendenti di idealista;
Facebook Connect, il nuovo plugin che permette di integrare alcune funzioni di Facebook all’interno del blog o del sito personale e che promette interessanti sviluppi in chiave marketing;
– le potenizialità dei tools di tr.im a proposito di Twitter che Jesùs mi consiglia di utilizzare, non foss’altro che per esercitarmi a dire tutto in 140 caratteri. Una vaga allusione al fatto che sono prolisso?

via http://www.pandemia.info/

Il business che viene dalla rete (dal seminario di Edelman)

maggio 13, 2008

Ieri sera in casa Edelman si è parlato di “business che viene dalla rete” con aziende, giornalisti, opinion leader e la partecipazione straordianaria di Steve Rubel (frammenti della sua chiacchierata con i blogger qui ).
Programma ricco (molto di più di quanto mi aspettassi – l’invito dall’agenzia non faceva presagire un’agenda così interessante) e relatori tutti di ottimo livello.

Steve Rubel ha dato il via alla serie di interventi con “the landscape ahead of digital media”, una presentazione sugli scenari futuri dei media digitali con uno speciale focus sui nuovi approcci di comunicazione – ben sintetizzati dal grafico in basso – e dalle sue osservazioni contenute in questo  post

open collaboration and the future of Public Relations

Luca Colombo di Microsoft ci ha riportati Italia con una una panoramica dello scenario italiano per quel che riguarda audience e mercato pubblicitario.

Tra i giornalisti presenti, Marco Pratellesi direttore del corriere.it è intervenuto sul tema stampa e nuove tecnologie, per spiegare come cambia la professione giornalistica e il mondo dei media tradizionali nell’era digitale. Secondo Pratellesi il corriere online  sarebbe cresciuto (per numero di utenti e introiti pubblicitari), non tanto per l’abilità dei suoi redattori ma  “perchè è un trend”.
Una tendenza inarrestabile che ha rivoluzionato il mondo della carta stampata fino a metterne in discussione il modello di business e la sopravvivenza stessa – “se il giornale fosse affidato ai lettori under 20 sarebbe già morto”, ha affermato il giornalista nel corso del suo intervento.

Comunque i media delle persone, in particolare i blog, hanno portato le redazioni sul piano della conversazione ed ora i giornali sono una comunità aperta. Questo cambiamento invita i relatori pubblici, che con i giornalisti sono chiamati a dialogare, a un approccio diverso, meno invasivo (invio del comunicato > recall massivo, o peggio invio fax (c’è ancora chi lo fa) > recall) e più creativo dal punto di vista dei contenuti. Un invito a popolare le newsroom dei siti istituzionali con contributi testuali e soprattutto multimediali.

Luca De Biase ha ricordato il concetto di simbiosi della comunicazione e dall’informazione – “io non vivo senza te, tu non vivi senza me” – dal quale le aziende non possono prescindere se vogliono sperimentare nuovi canali di comunicazione. Poi ha parlato dell’esperienza di Nova 100.

A chiusura dell’evento, le interessanti testimonianze con ralativi esempi di utilizzo dei nuovi strumenti di comunicazione (blog e social network) nell’ambito della comunicazione d’impresa proposti da Edison (settore energia) e Costa Crociere.

Edison
http://www.edison.it/changethemusic/it/
nel quadro della responsabilità sociale d’impresa (RSI)
http://www.edison.it/edisonblog/
Corporate blogging

Costa Crociere
http://www.worldofcosta.com/
Social networking/Travel experience
http://www.worldofcosta.com/it/second_life.aspx
Digital Events

 

 

Se la destra vince anche sul Web

maggio 5, 2008

Via Akille sono arrivato a questa intervista di Umberto Croppi, responsabile della strategia di comunicazione di Gianni Alemanno sul Messaggero online.
Croppi parla di mailing e di un’azione di “guerriglia informatica” condotta da un gruppo di blogger. Poi esagera quando, parlando del sito del neosindaco di Roma dice: “Rutelli ha utilizzato il suo sito come un manifesto – continua – noi invece abbiamo puntato sull’interattività, utilizzando anche sul sito principale di Alemanno la versione 2.0, consentendo ad esempio ai vari candidati di stamparsi il fac simile delle schede elettorali”

Evidentemente mostra di non padroneggaire l’argomento Rete e Massimo Mantellini lo bacchetta impietosamente sul suo blog. Vabbè.
La sostanza però resta, Alemanno ha vinto a Roma e, almeno a detta di Croppi, al suo successo avrebbero contribuito anche i blogger. Invece, per quanto visto, i blogger di sinistra non hanno spostato un bel niente in termini di voti (eppure i blogger più influenti e seguiti sembravano orientati a favore del PD. Anche i frequentatori di Facebook per la verità). Probabilmente discutevano tra di loro, magari si parlavano addosso – uno degli sport preferiti dell’elettore di sinistra – piuttosto che andare a confrontarsi con elettori di opinioni diverse o, meglio ancora, con cittadini-blogger indecisi.

Secondo me Massimo Mantellini sbaglia a derubricare l’accaduto fermandosi alla mera critica terminologica. Lo snobismo ha contribuito ad allontanare il centro-sinistra dal popolo. Se oltre alle reti televisive si consegna anche la Rete alle destre per mancanza di capacità comunicativa e di confronto avremo un nuovo governo di centro-sinistra tra cinquant’anni. Forse.

Da che parte state?

aprile 10, 2008

elezioni 2008

Citando un film visto di recente, “io non sono qui” (vedi immagine). Eppure… comunque ho scoperto che le mie opinioni sono lontanissime da quelle dell’UdC e questo mi dice che sono ancora abbastanza integro.