idealista.it su mobile aiuta i geek in cerca di casa

Posted Novembre 6, 2009 by Vincenzo De Tommaso
Categories: immobiliare, multicanalità, new trends, strumenti

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Casa in vistaaa! 3 km a nord-est. A beneficio dei 5-6 lettori di questo blog ecco l’ultima sciccheria di idealista per geek in cerca di casa.

idealista.it fa un altro passo nel mondo mobile con l’applicazione di realtà aumentata layar per smartphone con sistema operativo android e iphone 3gs.

Layar di idealista.it per Android

Con lo “strato” di realtà virtuale (Layar), lo schermo del telefono diviene una vera e propria “bussola immobiliare” che guida, con informazioni, grafici e immagini aggiornati in tempo reale, l’utente alla ricerca delle abitazioni nuove o in costruzione in un raggio di 25 km.

Per provare questa esperienza ai “confini della realtà” basta scaricare l’applicazione Layar da Apple Store. Non costa nulla e soprattutto non deluderà le aspettative degli utilizzatori più esigenti.

Ulteriori informazioni su come scaricare e utilizzare l’applicazione su http://www.idealista.it/labs/layar

Come cambia il mondo dei media e della comunicazione aziendale.

Posted Ottobre 30, 2009 by Vincenzo De Tommaso
Categories: comunicazione, multicanalità, new trends, tendenze

Canali per comunicare

Due suggestioni grafiche per descrivere il cambiamento in atto nel mondo dei media e della comunicazione aziendale:

  • L’aumento esponenziale degli strumenti per la comunicazione aziendale (grafico in alto):
  • Il netto calo in percentuale della penetrazione degli “old media” negli  USA (grafico in basso)circulation_media;

Vedi anche: http://newsosaur.blogspot.com/2009/10/newspapers-mass-less-mass-medium.html

Craig Newmark, il successo di Craiglist? Servizio e collaborazione.

Posted Ottobre 16, 2009 by Vincenzo De Tommaso
Categories: business, esperienze, immobiliare, new trends

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La carrellata dei protagonisti del Real Estate Connect di S. Francisco continua con il fondatore di Craiglist, Craig Newmark. Dagli appunti di Gary Stewart, co-fondatore di nuroa.

È evidente che Craig Newmark “thinks different”, e chissà, forse è per questo motivo che ha avuto tanto successo nella sua vita professionale. Nella sua azienda ci sono solo 23 dipendenti però nel 2009 fatturerá più di 100.000.000 di dollari, una crescita del 23% rispetto al 2008, nonostante il settore degli annunci online sia sceso del 29% nel 2008.

 Gary Stewart dice di lui: “Ho conosciuto molta gente eccentrica nella mia vita, però lui potrebbe competere per essere il primo della lista. Riflettendoci a posteriori ti rendi conto che ogni suo commento è almeno un po’ insolito”.

Dice cose del tipo: “Mi piace la natura, specialmente quando si trasforma in qualcosa di conveniente per me”, oppure “Lo scoiattolo comune è davvero molto zen e cristallizza tutto per la tua vera essenza”

Detto questo Craig è una persona veramente umile, con una visione idealista del suo ruolo e del mondo che lo circonda. Una visione riflessa in Craigslist, che lui descrive come “una piattaforma semplice a tua disposizione” con più di 50 milioni di visitatori/mese e più di 20.000 milioni di pagine viste/mese.

Newmark pensa che come specie abbiamo solo due opzioni: collaborare o morire. E lui preferisce collaborare. Tale approccio anima Craiglist, con un attezione quasi ossessiva per il cliente e un grande spirito di servizio.

L’ultimo progetto di Craig è recovery.gov, nato con l’obiettivo di utilizzare la tecnologia per rendere più trasparente la gestione della macchina pubblica statunitense.

“This website allows American taxpayers to see what entities received Recovery money,
and how and where the money is being spent. These questions are answered through easy-to-understand, user-friendly graphs, charts, and maps”.

Craig sostiene che partecipa a questo progetto perchè dopo 8 anni di George W. Bush come presidente c’è molto da sistemare a Washington DC.

La cosa interessante, tanto di  Alfred Lin (leggi post precedente) che di Creig Newman è che per loro le loro aziende sono molto di più che un modo per far soldi. Entrambi sono degli idealisti e le loro aziende sono un modo per trasmettere la loro visione del mondo.

Di seguito un video di Craig che parla di giornalismo e democrazia.

Alfred Lin (zappos.com): 7 consigli di per creare valore della marca

Posted Ottobre 8, 2009 by Vincenzo De Tommaso
Categories: brand, business, business and blog, digital pr, esperienze, immobiliare, marketing, persone, real estate

Ho conosciuto Gary Stewart, co-fondatore di il motore di ricerca immobili http://vendita-immobili.nuroa.it/, in occasione del First Tuesday di Barcellona. Un incontro istruttivo e piacevole, una birra e la promessa di risentirci prima o poi, magari quando la sua intuizione imprenditoriale sarebbe approdata in Italia.

Adesso Nuroa è presente nel nostro e in altri 11 mercati, e alcuni mesi dopo il nostro incontro ecco giungere anche l’occasione per rinverdire il nostro contatto: Succede che Luca Vidotto, collaboratore di Gary, legge il mio blog e decide di affidarmi in esclusiva gli appunti che il giovane imprenditore ha preso in occasione della conferenza Real Estate Connect, tenutasi a San Francisco ad agosto scorso.

Ho dato un’occhiata al materiale che mi sembra davvero valido, così ho deciso di pubblicarlo dopo averlo rielaborato e organizzato in vari post che pubblicherò nei prossimi giorni.

Come è facile immaginare, l’evento californiano si è svolto in un contesto di crisi globale e come noto il mercato immobiliare sta pagando un prezzo molto alto. Nonostante questo al RE Connect – si legge dagli appunti di Gary – è prevalso lo spirito di forte collaborazione e di speranza nella ripresa delle vendite di immobili, se non a breve, almeno a medio termine. Proprio per questo, l’obiettivo della conferenza era la condivisione di esperienze e know-how per identificare nuove tecnologie e vie di uscita dalla crisi.

Nutrita la partecipazione dei principali leader del settore immobiliare come: Peter Flint e Sami Inkinen: co-fondatori di Trulia, motore di ricerca immobiliare preso a modello da svariati motori di ricerca, che recentemente ha ricevuto circa 33 milioni di dollari da fondi di capitale di rischio come Sequoia Capital, Accel Partners, etc.; Craig Newmark: fondatore di Craigslist, pagina esemplare e modello “essenziale” (aggiungo io) in ambito classified generalisti e gratuiti, presa a modello da bakeca.it e molti altri players; Glenn Kelman: fondatore di Redfin, un’agenzia immobiliare online che offre commissioni più basse rispetto alle agenzie immobiliari offline che vanta anche un magnifico corporate blog; Jeremy Stoppelman: co-fondatore di Yelp, annoverato dal Times tra i 10 siti di cui non si può fare a meno; Spencer Rascoff COO di Zillow, sito basato su un sistema di valutazione online di immobili. La pagina web immobiliare che ultimamente è riuscita a ottenere finanziamenti per 75.000.000 $ ed è valutata 300.000.000 $.

Quanto poi ai relatori del convegno, Gary segnala Alfred Lin, Presidente e COO/CFO di Zappos.com, la cui presentazione era incentrata sui 7 consigli per creare valore della marca.

Solo la settimana precedente al suo intervento al RE Connect, Amazon ha acquistato Zappos per 928 milioni di dollari (650 milioni di euro). Per Alfred Lind si è trattato del secondo “big deal” nella sua storia di imprenditore di successo; tempo addietro era stata Microsoft ad acquisire la sua prima azienda, LinkExchange, per 265 milioni.di dollari

In altre parole, stiamo parlando di un personaggio dalla grande esperienza, i suoi consigli per creare una “marca solida” sono da tenere in grande considerazione, quindi prendete nota!

In primo luogo bisogna aver chiaro ciò che si intende fare e metterlo in pratica. Basta solo decidere qual è il nostro mercato di riferimento, trovare un nome per la marca, etc. E mettersi all’opera

Occorre definire i valori e la cultura d’impresa, e i dipendenti devono essere coinvolti in tale processo. Non è importante quali valori o cultura scegli, ma che tutti li abbiano ben chiari e siano allineati nello stesso sforzo. Bisogna vivere la marca, e la marca deve convertirsi in qualcosa di quasi più importante dell’impresa stessa.

L’azienda deve essere trasparente. Non c’è nessun problema se i dipendenti sono su Twitter. L’idea è creare una famiglia e lasciare che tutti si sentano partecipi ed importanti. Per esempio, tutti i dipendenti di Zappos partecipano ai risultati dell’azienda.

Bisogna definire un obiettivo chiaro e concentrarsi sull’idea in se più che sugli aspetti economici visto che quando si dirige un’azienda vi sono molti momenti di alti e bassi e a volte è possibile dubitare di se stessi o sentire che si sta per fallire. In questi momenti è importante avere una visione, un qualcosa che vada oltre la smania di far soldi, una prospettiva di lungo periodo. Zappos ha cambiato la sua vision in quattro occasioni, dalla vision iniziale di offrire la maggiore scelta di scarpe, alla vision attuale di consegna di felicità ai clienti

Bisogna creare relazioni. L’obiettivo non è collezionare biglietti da visita, ma creare relazioni vere.

Bisogna creare un team: ma non bisogna avere troppa fretta nel processo di selezione, al contrario con grande rapidità va allontanato chi non vale, o non è funzionale al team di lavoro. Allo stesso tempo è necessario avere il giusto buon mix tra competenze scientifiche, profili creativi e talenti visionari. Tali risorse vanno bilanciate perché un’azienda possa avere successo: troppi visionari sono in genere sinonimo di scarsa capacità di esecutiva; con troppi tecnici mancherebbe la visione del business; con troppi creativi verrebbero a mancare i processi.

Bisogna pensare a lungo termine. Zappos è nata nel 1999. Il successo ci mette del tempo ad arrivare, ci sono molti ostacoli e momenti deludenti. Occorre però capire che un’azienda non è un biglietto della lotteria, non è un progetto per arricchirsi rapidamente, occorre ragionare per cicli di 10 anni.

Qui di seguito trovate un video che spiega nel dettaglio il fenomeno di Zappos negli Stati Uniti.

I nuovi consumi culturali nel segno dei Tecnofan.

Posted Ottobre 2, 2009 by Vincenzo De Tommaso
Categories: business, consumi, marketing, media, multicanalità

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Le abitudini di consumo culturale delle nuove generazioni evolvono e cambiano profondamente in virtù dell’avvento delle nuove tecnologie.

I giovani, l’Osservatorio dei contenuti digitali li dipinge così: onnivori mediatici – consumatori multicanale, frequentatori di forum e social network, utilizzatori di tecnologie mobili di nuova generazione, ma anche dei media tradizionali – fruitori disattenti di contenuti che sono sempre meno disposti a pagare.

Tecnologia e business dei contenuti, tra l’opportunità dell’accesso illimitato alle informazioni e la minaccia di un livellamento verso il basso della qualità degli stessi. Tra una Rete alleata (stimolo all’acquisto) e una Rete concorrente sleale (p2p). Insomma, tra minacce e opportunità.

Questa ricerca anticipa alcune tendenze (mutazioni) in atto nella sinottica del consumo ed evidenzia l’ascesa del sottogruppo dei “Tecnofan”: circa 14 milioni di persone che fa un uso delle nuove tecnologie esclusivamente ludico. Praticamente dei “TV people” tecnologicamente evoluti.

Merano ENOblog: dal marketing al societing

Posted Settembre 28, 2009 by Vincenzo De Tommaso
Categories: Relazioni, comunicazione, consumi, digital pr, esperienze, social web

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Una conversazione è fatta di thread, post, domande e risposte. Uno scrive (creator), tanti leggono (readers) , pochi partecipano attivamente (critics) e così via. Ma una conversazione è completa quando coinvolge i sensi e allora sì, le connessioni diventano relazioni.

L’obiettivo di Merano ENOblog era questo. Connettersi, conversare, conoscersi per apprendere, valorizzare il territorio facendo vivere un’esperienza. La “variabile umana” e “social” di un territorio e dei suoi protagonisti è entrata a far parte di un piano di marketing che non contempla più un target, ma persone. Si tratta soltanto di un primo passo, ma mi sembra riveli una visione differente della comunicazione.

Oggi al via Merano ENOblog 2009

Posted Settembre 25, 2009 by Vincenzo De Tommaso
Categories: comunicazione, digital pr, video

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Merano incontra per la prima volta i blogger. Scatta oggi Merano ENOblog 2009, evento promosso dalle organizzazioni per la valorizzazione di Merano e dintorni, incentrato sui vini di montagna.

Sarà l’occasione visitare i luoghi del vino meranese, incontrare personalità e opinion leader che gravitano intorno a questo mondo, naturalmente degustare i vini di montagna meranesi.


Thomas Aichner (MGM) , Tiziano Pandolfi (Press Way), Heike e Klaus Platter (Laimburg) definiscono meglio i contenuti dell’evento.

Vino… e dintorni, perchè Merano ENOblog promette molte altre cose. Tre giorni a contatto con un territorio sorprendente, capace di preservare gelosamente la sua cultura e le sue tradizioni, senza mai tralasciare innovazione e sperimentazione.

Andiamo! Cercherò di aggiornarvi ancora sull’evento.
Intanto ringrazio Tania e Antonio per i loro post.

Vero o falso? Virale!

Posted Settembre 23, 2009 by Vincenzo De Tommaso
Categories: Viral, advertising, alternative marketing, comunicazione, video

“World’s Longest Basketball Shot”. Lo avete già visto? Dal numero di visualizzazioni si direbbe di sì. Sulla scia delle 3 traverse di Ronaldino un altro viral basato sul “dubbio”. Sarà vero? Sì, no, boh. Intanto se ne parla. Chi c’è dietro l’orerazione? Ho indagato e alla fine ho trovato questi geni dudeperfect.com

Con il video in print, ora carta e digitale convergono.

Posted Settembre 18, 2009 by Vincenzo De Tommaso
Categories: advertising, media, new trends, nuovi linguaggi

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Tv ride into the magazine. Il nuovo concetto dei video in print advertising integra il digitale con la carta stampata.

La strategia dei contenuti (di portali immobiliari e di altro)

Posted Settembre 16, 2009 by Vincenzo De Tommaso
Categories: comunicazione, digital pr, esperienze, idealista.it, immobiliare, marketing, web marketing

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Dalla nostra attività di partecipazione nelle community immobiliari stiamo tenendo d’occhio la discussione “guida quali portali immobiliari scegliere e perché” di immobilio.it, che muove dalla disamina dei portali immobiliari valutandone caratteristiche, vantaggi e svantaggi.

Un dibattito stimolante dal quale ho tratto molti spunti per il marketing e le vendite di idealista.it
Perchè? Per almeno 3 motivi (mie considerazioni):

  • aiuta a fissare i paletti della nostra attività di comunicazione e marketing (traffico-branding, nel dubbio cosa fare?)
  • aiuta a definire meglio il concetto spesso “vago” di contatto di qualità
  • aiuta a sfatare alcuni luoghi comuni per cui
          – non è vero che il portale che ci porta più telefonate è quello che ci fa vendere di più
          – non è vero che il portalino che ci procura 0 appuntamenti bisogna faglio perchè “è    meglio esserci, non si sa mai” (in pratica ai clienti bisogna dire che è inutile  disperdere risorse in siti e portali inutili)
          – è vero, inoltre, che bisogna guardare il portale che col numero minimo di telefonate ci   porta il più grande numero di appuntamenti. La valutazione di un buon portale si basa su  quello.

Tutte argomentazioni per superare brillantemente le obiezioni sulla vendita.

Tutte ragioni che mi spingono a delle riflessioni generali sulla comunicazione e il web marketing valide per tutte quelle società che perseguono l’obiettivo di migliorare i loro risultati di marketing.

Come ottenere un buon posizionamento.

1) buon posizionamento in google ranking=link building con siti, directory, blogs, social networks che abbiano una certa attinenza con i contenuti del sito (indicizzazione della pagina e posizionamento organico)

2) reputation (dare materiale interessante ai blogger per far parlare di noi e del nostro servizio).
Non solo far parlare bene di se: guadagnarsi la fiducia degli utenti utilizzando, ad esempio Twitter per istruire un utente in difficoltà con il servizio che offriamo, consigliarlo, ricevere feedback. In una parola, engagement

3) digital pr (facebook e strumenti come youtube e twitter) e direct mailing (clienti, privati) generare passaparola

 I punti 1 e 2 e 3 sono a carico della comunicazione.

Come ottenere una buona visibilità.

4) fare integrazioni con siti aventi un canale casa, con contenuti redazionali validi è una ottima cosa a mio avviso (avranno un target di gente interessata a investire nella casa, a informarsi sulla stessa, etc.. etc..)

5) google ads per il traffico targettizzato (beh, non devo neanche dirlo)

i punti 4 e 5 sono tipicamente a carico di chi si occupa di web marketing

Altre considerazioni: il branding con gli ad sense è un mezzo branding e porta traffico non pertinente e non targettizzabile.

In sostanza, se abbiamo possibilità di far branding per bene (pubblicità), lo facciamo, altrimenti possiamo anche farne a meno aspettando tempi migliori per farlo.