Facebook per il business? Dalla teoria alla pratica, ecco come Ikea ha “piegato” il social network più famoso del mondo ai propri obiettivi di comunicazione legati all’apertura di un punto vendita nella città di Malmoe.
Le azioni (illustrate nel video):
è stato creato un profilo Facebook dello store manager, Gordon Gustavsson
è stato creato un album fotografico, con l’intera offerta di prodotti offerti dal negozio
Gli utenti che accedevano alla pagina potevano taggarsi a un prodotto della foto e riceverlo in regalo. L’iniziativa ha raccolto più si 700 amici nel giro di appena 2 settimane.
A turno, gli utenti hanno contribuito a diffondere il celebre catalogo (virtuale) dell’Ikea attraverso il loro profilo Facebook. I mobili e gli oggetti “taggati” con i nomi delle persone.
Finalmente una presentazione che va un po’ oltre l’accademia per proporre un metodo di lavoro e una ipotesi d’integrazione delle potenzialità “social” degli strumenti del Web 2.0 nella strategia di comunicazione aziendale a tutti i livelli.
Si parte dal principio che “Social media is not a strategy, it is a means to an end”, da qui l’approccio è quello di integrare l’esperienza “social” con quella “traditional”.
La presentazione di Debra Louison Lavoy Director di Open Text Corporation, nell’ambito della Web 2.0 Conference appena tenutasi a New York, è tutta incentrata su questo e propone delle convincenti best practice con la considerazione finale – da me ampiamente condivisa – che “aligning social media with business strategy” significa investire nel proprio business, credere nelle risorse umane e nello sviluppo tecnologico. Innovare e sperimentare per fare la differenza.
Per dire che se la crisi è un’opportunità, solo le realtà che sapranno proiettare il loro sguardo un po’ oltre saranno in grado di coglierle.
Ottima presentazione per digital PR in erba . I concetti sono sempre gli stessi: il monitoraggio, l’ascolto (fondamentale per chi vuole connettersi), la partecipazione, la misurazione dei risultati.
Molto interessante la slide 14 che mostra il comportamento dell’utente tipo dei social network suddivisi per gruppo di appartenenza ed età. In più la presentazione contiene numerosi link a risorse e strumenti utili per i digital influencer.
I forum - con +80 milioni di messaggi quest’anno - sono lo strumento preferito dagli italiani per confrontarsi sugli orientamenti di consumo ed altri argomenti che riguardano la sfera professionale e privata.
La blogosfera è sempre più il regno di chi ha qualcosa di interessante da dire. Sono quasi 3 milioni i blogger della penisola, ma “solo” il 35% di questi aggiorna il proprio diario con una certa frequenza (2 o più volte settimanalmente).
Facebook ha superato i 12 milioni di utenti (il 57% dei connessi) ed è la nuova piazza virtuale degli italiani. Una piazza sempre più rosa: secondo i dati dell’Osservatorio Facebook, infatti, nella fascia di utenti al di sotto dei 18 annile donne superano gli uomini nel social network più popolare del mondo.
I fenomeni emergenti di questo 2009 sono Twitter e Friendfeed. Il servizio di microblogging ha raggiunto 1 milione di utenti unici/mese nel nostro Paese (fonte: Google Trends Websites), mentre Friendfeed è ancora per early adopters, ma può rappresentare la naturale evoluzione dei forum.
Posted Novembre 19, 2009 by Vincenzo De Tommaso Categories:new trends
La realtà aumentata sarà la next big thing del 2010? Idealista la ha già sperimentata in Italia per il mercato immobiliare (leggi qui), ma oltreoceano il concetto di layar trova applicazione negli ambiti più disparati.
Useful
Dal “radar” per trovare il ristorante o la fermata del metrò più vicina, alle soluzioni per il turismo ecco 6 top applicazioni di realtà aumentata che non dovrebbero mai mancare sull’iphone o su telefoni con SO Android.
Sorprendente il layar versione virtual mirror studiato da tobi.com, negozio di abbigliamento online. In pratica l’utente si posiziona davanti alla propria webcam e grazie agli elementi di layer che compaiono sullo schermo interagisce con i prodotti offerti dal sito. Il video diventa una sorta di dressing room per chic geek!
Casa in vistaaa! 3 km a nord-est. A beneficio dei 5-6 lettori di questo blog ecco l’ultima sciccheria di idealista per geek in cerca di casa.
idealista.it fa un altro passo nel mondo mobile con l’applicazione di realtà aumentata layar per smartphone con sistema operativo android e iphone 3gs.
Con lo “strato” di realtà virtuale (Layar), lo schermo del telefono diviene una vera e propria “bussola immobiliare” che guida, con informazioni, grafici e immagini aggiornati in tempo reale, l’utente alla ricerca delle abitazioni nuove o in costruzione in un raggio di 25 km.
Per provare questa esperienza ai “confini della realtà” basta scaricare l’applicazione Layar da Apple Store. Non costa nulla e soprattutto non deluderà le aspettative degli utilizzatori più esigenti.
La carrellata dei protagonisti del Real Estate Connect di S. Francisco continua con il fondatore di Craiglist, Craig Newmark. Dagli appunti di Gary Stewart, co-fondatore di nuroa.
È evidente che Craig Newmark “thinks different”, e chissà, forse è per questo motivo che ha avuto tanto successo nella sua vita professionale. Nella sua azienda ci sono solo 23 dipendenti però nel 2009 fatturerá più di 100.000.000 di dollari, una crescita del 23% rispetto al 2008, nonostante il settore degli annunci online sia sceso del 29% nel 2008.
Gary Stewart dice di lui: “Ho conosciuto molta gente eccentrica nella mia vita, però lui potrebbe competere per essere il primo della lista. Riflettendoci a posteriori ti rendi conto che ogni suo commento è almeno un po’ insolito”.
Dice cose del tipo: “Mi piace la natura, specialmente quando si trasforma in qualcosa di conveniente per me”, oppure “Lo scoiattolo comune è davvero molto zen e cristallizza tutto per la tua vera essenza”
Detto questo Craig è una persona veramente umile, con una visione idealista del suo ruolo e del mondo che lo circonda. Una visione riflessa in Craigslist, che lui descrive come “una piattaforma semplice a tua disposizione” con più di 50 milioni di visitatori/mese e più di 20.000 milioni di pagine viste/mese.
Newmark pensa che come specie abbiamo solo due opzioni: collaborare o morire. E lui preferisce collaborare. Tale approccio anima Craiglist, con un attezione quasi ossessiva per il cliente e un grande spirito di servizio.
L’ultimo progetto di Craig è recovery.gov, nato con l’obiettivo di utilizzare la tecnologia per rendere più trasparente la gestione della macchina pubblica statunitense.
“This website allows American taxpayers to see what entities received Recovery money,
and how and where the money is being spent. These questions are answered through easy-to-understand, user-friendly graphs, charts, and maps”.
Craig sostiene che partecipa a questo progetto perchè dopo 8 anni di George W. Bush come presidente c’è molto da sistemare a Washington DC.
La cosa interessante, tanto di Alfred Lin (leggi post precedente) che di Creig Newman è che per loro le loro aziende sono molto di più che un modo per far soldi. Entrambi sono degli idealisti e le loro aziende sono un modo per trasmettere la loro visione del mondo.
Di seguito un video di Craig che parla di giornalismo e democrazia.
Ho conosciuto Gary Stewart, co-fondatore di il motore di ricerca immobili nuroa, in occasione del First Tuesday di Barcellona. Un incontro istruttivo e piacevole, una birra e la promessa di risentirci prima o poi, magari quando la sua intuizione imprenditoriale sarebbe approdata in Italia.
Adesso Nuroa è presente nel nostro e in altri 11 mercati, e alcuni mesi dopo il nostro incontro ecco giungere anche l’occasione per rinverdire il nostro contatto: Succede che Luca Vidotto, collaboratore di Gary, legge il mio blog e decide di affidarmi in esclusiva gli appunti che il giovane imprenditore ha preso in occasione della conferenza Real Estate Connect, tenutasi a San Francisco ad agosto scorso.
Ho dato un’occhiata al materiale che mi sembra davvero valido, così ho deciso di pubblicarlo dopo averlo rielaborato e organizzato in vari post che pubblicherò nei prossimi giorni.
Come è facile immaginare, l’evento californiano si è svolto in un contesto di crisi globale e come noto il mercato immobiliare sta pagando un prezzo molto alto. Nonostante questo al RE Connect – si legge dagli appunti di Gary – è prevalso lo spirito di forte collaborazione e di speranza nella ripresa delle vendite di immobili, se non a breve, almeno a medio termine. Proprio per questo, l’obiettivo della conferenza era la condivisione di esperienze e know-how per identificare nuove tecnologie e vie di uscita dalla crisi.
Nutrita la partecipazione dei principali leader del settore immobiliare come: Peter Flint e Sami Inkinen: co-fondatori di Trulia, motore di ricerca immobiliare preso a modello da svariati motori di ricerca, che recentemente ha ricevuto circa 33 milioni di dollari da fondi di capitale di rischio come Sequoia Capital, Accel Partners, etc.; Craig Newmark: fondatore di Craigslist, pagina esemplare e modello “essenziale” (aggiungo io) in ambito classified generalisti e gratuiti, presa a modello da bakeca.it e molti altri players; Glenn Kelman: fondatore di Redfin, un’agenzia immobiliare online che offre commissioni più basse rispetto alle agenzie immobiliari offline che vanta anche un magnifico corporate blog; Jeremy Stoppelman: co-fondatore di Yelp, annoverato dal Times tra i 10 siti di cui non si può fare a meno; Spencer Rascoff COO di Zillow, sito basato su un sistema di valutazione online di immobili. La pagina web immobiliare che ultimamente è riuscita a ottenere finanziamenti per 75.000.000 $ ed è valutata 300.000.000 $.
Quanto poi ai relatori del convegno, Gary segnala Alfred Lin, Presidente e COO/CFO di Zappos.com, la cui presentazione era incentrata sui 7 consigli per creare valore della marca.
Solo la settimana precedente al suo intervento al RE Connect, Amazon ha acquistato Zappos per 928 milioni di dollari (650 milioni di euro). Per Alfred Lind si è trattato del secondo “big deal” nella sua storia di imprenditore di successo; tempo addietro era stata Microsoft ad acquisire la sua prima azienda, LinkExchange, per 265 milioni.di dollari
In altre parole, stiamo parlando di un personaggio dalla grande esperienza, i suoi consigli per creare una “marca solida” sono da tenere in grande considerazione, quindi prendete nota!
In primo luogo bisogna aver chiaro ciò che si intende fare e metterlo in pratica. Basta solo decidere qual è il nostro mercato di riferimento, trovare un nome per la marca, etc. E mettersi all’opera
Occorre definire i valori e la cultura d’impresa, e i dipendenti devono essere coinvolti in tale processo. Non è importante quali valori o cultura scegli, ma che tutti li abbiano ben chiari e siano allineati nello stesso sforzo. Bisogna vivere la marca, e la marca deve convertirsi in qualcosa di quasi più importante dell’impresa stessa.
L’azienda deve essere trasparente. Non c’è nessun problema se i dipendenti sono su Twitter. L’idea è creare una famiglia e lasciare che tutti si sentano partecipi ed importanti. Per esempio, tutti i dipendenti di Zappos partecipano ai risultati dell’azienda.
Bisogna definire un obiettivo chiaro e concentrarsi sull’idea in se più che sugli aspetti economici visto che quando si dirige un’azienda vi sono molti momenti di alti e bassi e a volte è possibile dubitare di se stessi o sentire che si sta per fallire. In questi momenti è importante avere una visione, un qualcosa che vada oltre la smania di far soldi, una prospettiva di lungo periodo. Zappos ha cambiato la sua vision in quattro occasioni, dalla vision iniziale di offrire la maggiore scelta di scarpe, alla vision attuale di consegna di felicità ai clienti
Bisogna creare relazioni. L’obiettivo non è collezionare biglietti da visita, ma creare relazioni vere.
Bisogna creare un team: ma non bisogna avere troppa fretta nel processo di selezione, al contrario con grande rapidità va allontanato chi non vale, o non è funzionale al team di lavoro. Allo stesso tempo è necessario avere il giusto buon mix tra competenze scientifiche, profili creativi e talenti visionari. Tali risorse vanno bilanciate perché un’azienda possa avere successo: troppi visionari sono in genere sinonimo di scarsa capacità di esecutiva; con troppi tecnici mancherebbe la visione del business; con troppi creativi verrebbero a mancare i processi.
Bisogna pensare a lungo termine. Zappos è nata nel 1999. Il successo ci mette del tempo ad arrivare, ci sono molti ostacoli e momenti deludenti. Occorre però capire che un’azienda non è un biglietto della lotteria, non è un progetto per arricchirsi rapidamente, occorre ragionare per cicli di 10 anni.
Qui di seguito trovate un video che spiega nel dettaglio il fenomeno di Zappos negli Stati Uniti.
Le abitudini di consumo culturale delle nuove generazioni evolvono e cambiano profondamente in virtù dell’avvento delle nuove tecnologie.
I giovani, l’Osservatorio dei contenuti digitali li dipinge così: onnivori mediatici – consumatori multicanale, frequentatori di forum e social network, utilizzatori di tecnologie mobili di nuova generazione, ma anche dei media tradizionali – fruitori disattenti di contenuti che sono sempre meno disposti a pagare.
Tecnologia e business dei contenuti, tra l’opportunità dell’accesso illimitato alle informazioni e la minaccia di un livellamento verso il basso della qualità degli stessi. Tra una Rete alleata (stimolo all’acquisto) e una Rete concorrente sleale (p2p). Insomma, tra minacce e opportunità.
Questa ricerca anticipa alcune tendenze (mutazioni) in atto nella sinottica del consumo ed evidenzia l’ascesa del sottogruppo dei “Tecnofan”: circa 14 milioni di persone che fa un uso delle nuove tecnologie esclusivamente ludico. Praticamente dei “TV people” tecnologicamente evoluti.